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Perché la mia bicicletta fa un clic quando pedalo?

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 10 min
Perché la mia bicicletta fa un clic quando pedalo?
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Un clic che compare pedalando nasce quasi sempre da un accoppiamento filettato o da un contatto metallo su metallo che si muove sotto carico. Nell’ordine di frequenza reale: viti del portaborraccia, tacchette delle scarpe, filettatura dei pedali nelle pedivelle, morsetto della sella, falsa maglia della catena, un raggio allentato e solo alla fine il movimento centrale. Il telaio propaga il suono, quindi il punto in cui si sente non è il punto in cui nasce. Il modo rapido per restringere il campo non è smontare, è osservare quando il rumore si presenta: solo sotto sforzo, a ogni giro di pedale, solo alzandosi, solo su una corona, in curva o frenando. Ogni combinazione punta a due o tre cause, e ognuna si verifica in meno di dieci minuti.

Tabella diagnostica: quando si sente, cosa lo causa, come verificarlo

Quando si senteCause probabili, dalla più comuneVerifica
Solo sotto sforzo: salita, ripartenza, rapporto duroFilettatura del pedale asciutta o lasca, viti delle corone, calotte del movimento centrale, viti della pedivella sinistraSmontare i pedali, pulire e ingrassare la filettatura, riavvitare a coppia. Se resta, controllare le viti delle corone e cercare gioco spingendo lateralmente una pedivella
Una volta a ogni giro di pedale, sempre nello stesso puntoFalsa maglia o maglia rigida della catena, dente scheggiato, gioco nel cuscinetto del corpo pedaleFar scorrere la catena a mano cercando la maglia che resiste a flettersi. Poi muovere il corpo del pedale rispetto al suo asse: non deve avere gioco
Solo alzandosi sui pedaliSerie sterzo con gioco o cuscinetti asciutti, viti dell’attacco manubrio, ruota posteriore non serrata nei forcelliniBloccare il freno anteriore e spingere la bici avanti e indietro: un colpo secco allo sterzo indica gioco. Poi ricontrollare l’asse posteriore
Solo su una corona o su un pignone precisoCatena usurata che salta sui denti, pignone allentato sul corpetto, ghiera della cassetta lasca, dente piegatoMisurare l’allungamento della catena col calibro e ruotare i pignoni a mano: non devono avere gioco angolare. Ricontrollare la ghiera
In curva, o quando la bici oscilla sotto il corpoViti del portaborraccia, accessori avvitati al telaio, guaine interne che sbattono nel tubo obliquo, serie sterzoTogliere borraccia e portaborraccia e rifare lo stesso tratto. Per le guaine, scuotere la bici da ferma: il tintinnio interno si riconosce
FrenandoPastiglie che si muovono nella pinza, viti del disco o dell’adattatore, gioco della serie sterzo che emerge in frenataFrenare da fermi spingendo la bici in avanti: colpo al manubrio significa sterzo, colpo alla pinza significa viti del rotore o sede delle pastiglie
Da seduti, sulle sconnessioni, anche senza pedalareTelaietto della sella nel morsetto, reggisella nel collarino, collarino stesso, borse o portapacchiRifare lo stesso tratto in piedi: se sparisce è la zona sella. Estrarre il reggisella, pulire, ingrassare (pasta antiscivolo se è in carbonio), rimontare a coppia
A ogni giro di ruota, anche a ruota liberaRaggio allentato o nipplo che lavora nel cerchio, cuscinetti del mozzo, corpo ruota libera, nastro del cerchioPizzicare i raggi a coppie: uno molto meno teso è il colpevole. Poi muovere il cerchio lateralmente per cercare gioco nel mozzo
Ritmico e proporzionale alla velocità, non alla pedalataCorpo estraneo nel copertone, disco che sfiora una pastiglia, giunzione del cerchioIspezionare il battistrada con un guanto. Poi far girare la ruota guardando la luce tra disco e pastiglie
Solo su un lato, o solo con un paio di scarpeTacchetta allentata, viti nella suola, piastra filettata mobile dentro la scarpa, pedale di quel latoRifare l’uscita con altre scarpe. Se sparisce sono le tacchette: serrare a coppia e controllare che la piastra interna non ruoti

Coppie di serraggio reali, prese dai costruttori

Molti clic nascono da viti troppo lente, altri da viti rovinate a forza di stringere. I valori sotto vengono da documentazione ufficiale, ma restano riferimenti generici: se sul componente o sul telaio è stampato un numero seguito da Nm, quel numero ha la precedenza su qualsiasi tabella, compresa questa.

ComponenteCoppiaFonte
Pedale nella pedivellaShimano 35 Nm minimo, Trek 40-43 Nm, Cervélo 30-35 Nm, Campagnolo 40 NmManuali dei costruttori
Viti delle tacchette SPD e SPD-SL5-6 NmShimano
Viti del portaborraccia2-3 NmCervélo
Collarino del reggisella4-8 Nm secondo il telaio (8 Nm sui collarini a cuneo)Cervélo
Morsetto sella sulla testa del reggisella12 Nm sui reggisella integrati; sugli altri vale solo il dato del produttore del reggisellaCervélo
Attacco manubrio sul cannotto forcella4-5 NmCervélo
Morsetto attacco sul manubrio5 Nm se il manubrio è in carbonio, 8-12 Nm se in alluminioCervélo
Calotte movimento centrale Hollowtech II35-50 NmShimano
Viti di serraggio pedivella sinistra Hollowtech II10-15 Nm, alternando le due vitiShimano
Ghiera della cassettacirca 30-50 Nm secondo il produttorePark Tool

Due valori che si leggono spesso e che non esistono. Non c’è una coppia in Nm per i raggi: la tensione si misura in kgf con un tensiometro e dipende da cerchio, mozzo e numero di raggi, quindi un valore universale è inventato. Non esiste una coppia unica per il precarico dei cuscinetti del mozzo: si regola per assenza di gioco e libertà di rotazione. Per il tappo di precarico della serie sterzo Cervélo indica 1-2 Nm, e solo per togliere il gioco.

Servono due fasce diverse: bassa per tacchette, portaborraccia, attacco e reggisella, alta per pedali, calotte e ghiera. Chi compra un solo attrezzo scelga un modello che copra almeno fino a 20 Nm.

L’ordine giusto delle verifiche, dalla più veloce alla più rara

Il movimento centrale è il primo sospettato di tutti e quasi l’ultimo colpevole: sta nel nodo strutturale dove convergono tubo obliquo, piantone e foderi, quindi riceve e ridistribuisce vibrazioni nate altrove. Seguire questo ordine risolve la maggior parte dei casi senza aprire nulla.

  1. Viti del portaborraccia e degli accessori, un minuto. Le più dimenticate, e lavorano su una piastrina sottile. Togliere, pulire, rimontare a 2-3 Nm.
  2. Tacchette e scarpe, cinque minuti. Le viti si allentano per micromovimenti e la piastra filettata dentro la suola può ruotare. Serraggio a 5-6 Nm.
  3. Pedali, dieci minuti. Smontarli entrambi, pulire filettatura del pedale e della pedivella, velo di grasso, rimontare ricordando che il pedale sinistro ha filetto sinistrorso. Sui modelli a sgancio va controllato anche il gioco del meccanismo.
  4. Sella e reggisella, dieci minuti. Estrarre il reggisella, pulire tubo piantone e gambo, ingrassare tra metallo e metallo o usare pasta antiscivolo se c’è carbonio. Aprire anche il morsetto e pulire la sede dei binari, primo punto da guardare se il rumore è comparso dopo un cambio di sella.
  5. Catena e giunzione, dieci minuti. Sgrassare, asciugare, controllare falsa maglia e allungamento, poi rilubrificare con l’olio giusto. Se l’allungamento supera la soglia, meglio leggere quando sostituire la catena prima di rovinare pignoni e corone.
  6. Ruote, raggi, bloccaggi, quindici minuti. Pizzicare i raggi a coppie, verificare il nastro del cerchio in sede e il serraggio degli assi.
  7. Serie sterzo e attacco, venti minuti. Allentare viti dell’attacco e tappo di precarico, pulire sedi dei cuscinetti e distanziali, rimontare togliendo il gioco senza frenare lo sterzo.
  8. Mozzi e corpo ruota libera, mezz’ora. Gioco laterale del cerchio, poi eventuale apertura del corpetto per pulizia e reingrassaggio.
  9. Movimento centrale, per ultimo. Togliere la guarnitura, pulire filettature o sedi, ingrassare, rimontare a coppia. Con un movimento a pressione e la sede ovalizzata il clic torna dopo poche uscite: le differenze tra standard sono nel confronto tra GXP e BB30.

Il grasso sulle filettature non è un dettaglio

La maggior parte dei clic da accoppiamento filettato sparisce con pulizia e un velo di grasso, perché il rumore nasce dallo scorrimento a secco tra due superfici metalliche in leggero movimento: filettatura dei pedali, viti delle corone, gambo del reggisella in un telaio in alluminio, viti del portaborraccia. Tre eccezioni: le interfacce in carbonio vogliono pasta antiscivolo, non grasso; le viti indicate con frenafiletti vanno trattate con quello; dischi e pastiglie non devono mai toccare alcun lubrificante.

Isolare il rumore senza smontare nulla

  • Prova a ruota libera. Alla velocità in cui il clic compare, smettere di pedalare tenendo i piedi fermi. Se continua, trasmissione e pedali sono esclusi e restano ruote, mozzi, freni e sterzo.
  • Prova sotto carico. Stesso rapporto, prima in pianura poi in salita. Un rumore proporzionale alla coppia applicata viene da una filettatura o da un cuscinetto caricato, non da un attrito superficiale.
  • Prova a una gamba. In leggera salita, spingere quasi solo con una gamba, poi con l’altra. Un rumore che segue una gamba indica pedale, tacchetta o pedivella di quel lato.
  • Prova in piedi contro seduto. Stesso tratto nelle due posizioni. In piedi sella e reggisella non sono caricati, quindi un rumore che sparisce alzandosi viene da lì.

Le prove vanno rifatte dopo ogni intervento, cambiando una sola variabile per volta: chi tocca tre cose insieme non saprà quale era il problema. Un controllo periodico delle viti riduce la frequenza di questi episodi, soprattutto quando acqua e sale accelerano tutto, come nella checklist di manutenzione invernale.

Quando conviene andare in officina

  • Il rumore torna dopo poche uscite nonostante pulizia e serraggio a coppia: probabile sede ovalizzata di un movimento a pressione o filettatura del telaio danneggiata, servono attrezzi di ripristino.
  • Il clic è accompagnato da gioco percepibile in una pedivella, in una ruota o nello sterzo: un cuscinetto che si apre va sostituito prima che rovini la sede.
  • Telaio in carbonio con rumore nella zona reggisella o scatola movimento: prima di forzare una vite serve un’ispezione, perché una delaminazione può suonare come una vite lenta.
  • Rumore secco sotto sforzo comparso dopo una caduta: la priorità non è il rumore, è verificare l’integrità di telaio, forcella e manubrio.
  • Manca la chiave dinamometrica per i serraggi alti: stringere pedali o calotte a sensazione è il modo più comune per creare il guasto successivo.

Domande frequenti

Il clic sparisce se smetto di pedalare e continuo a rotolare: cosa significa?

Che il rumore dipende dalla coppia applicata alla trasmissione, non dalla rotazione delle ruote. Restano in gioco pedali e tacchette, pedivelle e viti delle corone, movimento centrale, catena e giunzione. Se invece il clic continua a ruota libera, l’elenco si ribalta su ruote, mozzi, sterzo e freni.

Devo ingrassare la filettatura dei pedali?

Sì: riduce l’attrito a secco che genera il clic, rende coerente la coppia di serraggio ed evita che pedale e pedivella si blocchino insieme nel tempo. Il pedale sinistro ha filettatura sinistrorsa, quindi si avvita in senso antiorario. Su pedivelle in carbonio con inserto metallico la regola resta valida, perché il contatto è comunque metallo su metallo.

Posso stringere i pedali senza chiave dinamometrica?

Si può, ma il margine di errore è alto proprio dove serve più coppia che altrove, tra 30 e 43 Nm secondo il costruttore. Con una chiave lunga 15 cm, 40 Nm equivalgono a una spinta di quasi 27 kg all’estremità, molto più di quanto si stimi a sensazione. Il rischio concreto è il serraggio insufficiente, che rovina la filettatura della pedivella più in fretta di uno leggermente eccessivo.

Un clic che si sente solo alzandosi sui pedali è pericoloso?

Non di per sé, ma va identificato in fretta: in quella posizione i candidati includono serie sterzo, viti dell’attacco manubrio e serraggio della ruota posteriore, componenti la cui cedevolezza ha conseguenze immediate sul controllo. Un rumore da portaborraccia è innocuo, uno da attacco manubrio no, e a orecchio si somigliano.

Il rumore è comparso dopo un lavaggio: è normale?

È frequente: l’acqua a pressione porta via il lubrificante dai punti di contatto e ne infila dove non serve. I candidati tipici sono catena sgrassata, acqua nel tubo piantone, cuscinetti dello sterzo dilavati e tacchette bagnate. Asciugare, rilubrificare la catena e ricontrollare le viti risolve gran parte dei casi.

Fonti tecniche

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

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