Mathieu van der Poel

La nuova Aeroad tutta bianca di Mathieu van der Poel sulla bici del Tour de France

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Durante la Primavera di Milano-Sanremo, abbiamo avvistato il noto ciclista olandese Mathieu van der Poel sulla sua nuova Canyon Aeroad. Dalla gara, ha sempre utilizzato una bicicletta rosso metallizzato opaco, ma per il Tour de France ha optato per un modello bianco ottico. Sebbene si tratti essenzialmente della stessa bicicletta, è la prima volta che ci è stato concesso provarla da quando ci siamo avvicinati al Giro delle Fiandre.

Van der Poel, un vincitore prolifero, ha modificato il suo ruolo al Tour per diventare un eccezionale pilota di testa nel gruppo, mettendosi completamente al servizio del suo compagno di squadra Jasper Philipsen, che ha collezionato vittorie di tappa e la maglia verde punti. Attualmente, il duo rappresenta la migliore combinazione di sprint al mondo, nonostante Philipsen utilizzi un modello più vecchio (attuale) dell’Aeroad.

Ma tornando alla bici tutta bianca, se questa ti incuriosisce, assicurati di dare un’occhiata anche alle altre bici documentate durante il Tour di quest’anno, come la Merida Reacto di Fred Wright, la Cervelo S5 di Jonas Vingegaard e la Trek Madone di Mads Pederson, con la vernice più audace tra tutte le bici in gara.

La nuova Aeroad presenta una silhouette simile al modello attuale, con forme dei tubi profonde e un tubo superiore quasi orizzontale. Per Van der Poel, è stata adottata una posizione molto vivace. La verniciatura in bianco ottico puro, in un mondo di verniciature elaborate, fa risaltare i loghi monocromatici degli sponsor. Il design della corona della forcella sembra essere una combinazione dell’Ultimate e dell’Inflite.

Con un tubo sterzo profondo per migliorare l’aerodinamica e uno stelo quasi sbattuto, Van der Poel riesce a mantenere una posizione aerodinamica sia sui cappucci che sulle gocce relativamente profonde e dalla forma classica delle barre. L’abitacolo integrato di Canyon è condiviso tra l’Aeroad e l’Ultimate, offrendo vantaggi aerodinamici al modello più versatile.

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Il supporto per computer stampato in 3D, che pesa solo 17 grammi, è utilizzato solo da Van der Poel, poiché l’aerodinamica è fondamentale, ma il peso rimane importante. Il pozzetto non è un unico pezzo, ma la sezione centrale a forma di T viene utilizzata da tutti e le parti curve possono essere regolate per adattarsi a diverse larghezze.

I portaborraccia Elite Custom Race Plus garantiscono una posizione sicura per l’idratazione durante la corsa. Mentre molti team combinano componenti Shimano con ruote di altri marchi, Alpecin-Deceuninck è uno dei pochi a utilizzare una combinazione completamente Shimano, comprese le ruote. È raro vedere Van der Poel utilizzare ruote diverse dalle Dura-Ace C50, anche in salita.

Per quanto riguarda gli pneumatici, i nuovi Vittoria Corsa Pro offrono una trazione eccellente, con una larghezza di 28c che sta diventando la nuova normalità nell’era dei freni a disco. Inoltre, questi nuovi pneumatici sono tubeless ready, come evidenziato dalla presenza della valvola.

Il reggisella dell’Aeroad è estremamente profondo e viene completato da una sella Selle Italia Flite. Spesso i professionisti utilizzano una bicicletta leggermente più piccola rispetto a quella che un consumatore medio utilizzerebbe per la sua altezza, in modo da ottenere un peso inferiore e una pedalata più corta. Questo spesso richiede una lunghezza dell’attacco manubrio maggiore e/o una sella più avanti, come mostrato sulle biciclette di Van der Poel e di Tom Pidcock.

Il precedente morsetto reggisella dell’Aeroad si trovava sulla parte posteriore del reggisella stesso, ma ora è stato posizionato nella posizione più standard, sul tubo superiore proprio davanti al reggisella stesso. La guarnitura 54/40 consente a Van der Poel di trasferire la sua enorme potenza alla ruota posteriore.

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Per celebrare il cinquantesimo anniversario di Shimano, è stata apposta una decalcomania commemorativa sul telaio della bicicletta, poiché la costruzione della bicicletta è completamente realizzata con il gruppo Dura-Ace.

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Simone Rogini

Appassionato di avventura e sport all'aria aperta. La sua bicicletta, una Graziella modificata e fatta in casa. Una bicicletta versatile che, come il suo proprietario, trascende ogni tipo di attività. Viaggiatore di lungo corso (Parigi-Città del Capo, Great Divide, tour delle Dolomiti...), Simone può anche essere visto sulle strade della pianura Padana con i panni dell'avventuriero urbano. Giornalista e autore, su questo blog condivide le sue esperienze e il suo punto di vista sulle molteplici sfaccettature della cultura ciclistica.

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