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Come lavare i guanti da ciclismo senza rovinarli

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 10 min
Come lavare i guanti da ciclismo senza rovinarli
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I guanti da ciclismo si lavano a 30 °C con programma delicato, centrifuga bassa (400 giri o meno), detergente liquido neutro e senza ammorbidente, poi si asciugano in piano lontano da termosifoni e sole diretto. La variabile che decide tutto è il materiale del palmo: un guanto estivo in microfibra sopporta la lavatrice, uno con membrana impermeabile va lavato a mano in acqua tiepida, un palmo in pelle vera non si lava come un tessuto ma si pulisce e si nutre, altrimenti si indurisce e si crepa in modo irreversibile.

Il dorso è quasi sempre tessuto elastico e non pone problemi: è il palmo a decidere. Se l’etichetta interna è ancora leggibile vince su qualsiasi guida generica, ma sui guanti è spesso già consumata dallo sfregamento sul manubrio.

Temperatura, programma e asciugatura per tipo di guanto

Tipo di guantoMetodo e temperaturaCentrifugaAsciugaturaMai fare
Estivo sintetico, palmo in microfibra o pelle sinteticaLavatrice, delicati 30 °CMax 400-600 giriIn piano, 6-12 oreAmmorbidente, candeggina
Con inserti in gelA mano 20-30 °C, o lavatrice 30 °C in sacchetto a reteMax 400 giri o nessunaIn piano, palmo in altoAcqua calda, torcere, asciugatrice
Invernale con membrana impermeabileA mano in acqua tiepida (circa 30 °C)NessunaAppesi dal polso, dita in giù, 24-36 oreAmmorbidente, lavaggio a secco, calore
Palmo in pelle vera (bovina, capretto, scamosciata)Pulizia localizzata con panno umido e sapone neutroNessunaIn piano, lontano dal calore, poi nutrireImmersione, lavatrice, alcol, perossido
Lungo da MTB, dorso in meshLavatrice, delicati 30 °C, velcro chiusiMax 600 giriIn piano o stendino, dita in giùLavarli con il fango secco addosso
Lana merino o maglia sottileA mano 20-30 °C, o programma lanaMinimaIn piano su asciugamanoAcqua calda, detergenti enzimatici

Le temperature non sono prudenza eccessiva. Sopra i 40 °C l’elastan del polsino perde elasticità, gli adesivi che tengono insieme palmo, imbottiture e inserti si ammorbidiscono, e le membrane laminate lavorano fuori specifica. GORE indica per i propri guanti il lavaggio a mano in acqua tiepida con poco detergente liquido, senza ammorbidente e senza candeggina (istruzioni ufficiali GORE-TEX). Per la lana valgono le indicazioni Woolmark: detergente dedicato e temperature basse.

Guanti estivi sintetici

Sono i più tolleranti. Chiudi il velcro del polsino, altrimenti si riempie di filamenti e smette di tenere; un sacchetto a rete per delicati costa 5-8 euro. Programma delicati a 30 °C, detergente liquido (le polveri si depositano nelle imbottiture e restano lì), centrifuga bassa. Con palmo in pelle sintetica lucida girali al rovescio: riduci lo sfregamento contro il cestello, il motivo per cui dopo una stagione certi palmi si sfogliano.

Guanti con inserti in gel

Il gel sta in sacche di poliuretano o silicone cucite o incollate al palmo. Lo danneggiano il calore, che ammorbidisce incollaggio e sacca, e la centrifuga, che schiaccia il cuscinetto contro il cestello deformandolo in modo permanente. Meglio a mano: dieci minuti in bacinella a 20-30 °C, passata leggera sul palmo, due risciacqui, nessuna torsione, poi guanto su un asciugamano, arrotoli e premi.

Se un inserto in gel premuto con il pollice non torna più su, la protezione ha finito il suo lavoro e il guanto va sostituito: continuare a usarlo significa niente ammortizzamento sul nervo ulnare, causa tipica dell’intorpidimento delle mani in bici.

Guanti invernali con membrana impermeabile

Qui si sbaglia più spesso, e in modo costoso: un buon paio sta fra 45 e 90 euro. La membrana è un film microporoso laminato fra fodera e tessuto esterno, e qualsiasi cosa che depositi un film sulla superficie la trasforma in una busta di plastica. Lavaggio a mano in acqua tiepida, poco detergente liquido, nessun ammorbidente, nessun lavaggio a secco, doppio risciacquo perché il residuo di detersivo è un tensioattivo che richiama acqua nel tessuto.

Se il tessuto esterno non fa più perlare l’acqua ma la assorbe a chiazze scure, il problema non è la membrana: è il trattamento idrorepellente esterno esaurito, che si ripristina riapplicandolo, non lavando più a fondo. Stesse regole per il resto del corredo freddo: vedi l’abbigliamento invernale a strati e come scegliere i guanti invernali.

Palmo in pelle vera: si nutre, non si lava

La pelle è una fibra proteica conciata. In acqua i grassi della concia migrano via, in asciugatura le fibre si contraggono: il risultato è un palmo rigido, screpolato e più piccolo di prima. Non si torna indietro.

Panno in microfibra appena umido con una goccia di sapone neutro, passata sul palmo senza inzuppare, poi panno pulito umido per togliere il sapone, asciugatura in piano a temperatura ambiente. Quando la pelle è ancora leggermente umida infila il guanto e chiudi il pugno: riprende la forma della mano invece di irrigidirsi piatto. A pelle asciutta, un velo sottile di balsamo per pelle (Collonil, Nikwax Leather Conditioner, Grangers Leather si trovano in Italia fra 8 e 14 euro). Il camoscio non vuole creme grasse ma spazzola a secco ed eventualmente spray dedicato.

Da evitare sempre sulla pelle: alcol, perossido di idrogeno, acetone, candeggina, detergenti enzimatici. Gli enzimi proteolitici attaccano le proteine, quindi pelle, lana e seta: lo stesso motivo per cui infeltriscono i guanti in merino.

Guanti lunghi da MTB

Il problema del guanto lungo non è il sudore, è il fango con sabbia: messo in lavatrice incrostato, il grit lavora da abrasivo contro il palmo per tutto il ciclo. Fai asciugare il fango, spazzola a secco, sciacqua sotto acqua fredda, poi lavatrice a 30 °C. Con dorso in mesh sottile il sacchetto a rete non è opzionale: zip e ganci degli altri capi lo strappano. Se ci sono inserti in silicone sulle dita per il grip su leve e manopole, resta entro 600 giri: sono incollati.

Ammorbidente, asciugatrice e termosifone: i tre nemici

Ammorbidente. Deposita tensioattivi cationici grassi sulle fibre. Su un cotone è morbidezza, su un tessuto tecnico è un film idrofobo che blocca il trasporto del sudore e ostruisce i pori della membrana: il guanto sembra più morbido e traspira peggio, le mani restano bagnate e l’odore torna più in fretta. Lo stesso film annulla i trattamenti antibatterici permanenti tipo Polygiene o Sanitized.

Asciugatrice. Il tamburo arriva fra 50 e 70 °C: l’elastan del polsino perde tono in modo cumulativo (dopo poche asciugature il guanto scivola giù dal polso), gli adesivi cedono, la pelle si contrae. Il ribaltamento continuo schiaccia il gel e apre le cuciture fra pollice e indice, già le più sollecitate.

Termosifone o stufetta. Asciugatrice senza tamburo: calore diretto su un punto solo. Il palmo appoggiato all’elemento caldo si secca prima del resto, si ritira in modo disomogeneo e il guanto esce storto.

Asciugarli senza deformarli

  1. Non torcere e non strizzare: guanto aperto su un asciugamano, arrotoli e premi.
  2. Rimetti in forma subito, finché il tessuto è cedevole: allarga le dita una per una, ridisegna la cucitura del pollice, appiattisci il polsino.
  3. Asciuga in piano su griglia o asciugamano in locale ventilato, girandoli a metà. Gli invernali con fodera vanno invece appesi dal polso con le dita in giù, così l’umidità scende e non ristagna nelle punte.
  4. Quando sono asciutti all’80 per cento indossali per mezzo minuto e chiudi il pugno: riporta il palmo alla forma della mano.
  5. Tempi: 6-12 ore per un estivo sottile, 24-36 ore per un invernale imbottito. Un ventilatore da tavolo a temperatura ambiente li dimezza senza rischi.

Odore persistente: cosa funziona e cosa no

L’odore non è il sudore, che è quasi inodore. Sono i batteri della flora cutanea che metabolizzano sebo e amminoacidi producendo acidi grassi volatili e composti solforati, annidati nelle imbottiture e nelle fodere dove il detergente arriva male e il risciacquo peggio. Per questo un guanto esce pulito dal lavaggio e puzza di nuovo dopo venti minuti di pedalata.

  • Ammollo acido prima del lavaggio. Una parte di aceto bianco in quattro di acqua fredda, 30 minuti, solo su sintetici. Abbassa il pH e stacca i residui alcalini di detersivo su cui i batteri prosperano. Poi lavaggio normale e doppio risciacquo. Non su pelle, non su lana.
  • Detergente per tessuti tecnici. Senza sbiancanti ottici né tensioattivi che restano nelle fibre (Nikwax Tech Wash, Grangers Performance Wash: 10-16 euro il flacone).
  • Doppio risciacquo, sempre. Il residuo di detersivo è substrato per i batteri: metà dei problemi di odore si risolve qui, senza comprare nulla.
  • Bicarbonato a secco fra un uso e l’altro. Un cucchiaino dentro ogni guanto, sacchetto chiuso per una notte, poi scuoti. Assorbe umidità e attenua l’odore, ma non uccide i batteri.

Non funzionano: lavare a 60 °C (uccide i batteri e distrugge il guanto), la candeggina (attacca elastan e poliuretano), i deodoranti spray. Se dopo ammollo acido e detergente tecnico l’odore resta identico a guanto asciutto, l’imbottitura è satura in profondità.

Prevenzione: dove sta il risparmio vero

Risciacquo rapido appena scendi dalla bici. Trenta secondi sotto acqua fredda, spremuta leggera, in piano ad asciugare. Diluisce sale e sebo prima che si fissino e riduce il numero di lavaggi completi, che sono l’usura principale.

Mai lasciarli nella borsa. Un guanto umido chiuso in uno zaino per otto ore è un incubatore, e non ha niente a che fare con il lavaggio.

Due paia in rotazione. Alternandoli, ogni paio ha 24-48 ore per asciugare del tutto e la vita utile complessiva è più che doppia rispetto a un paio usato ogni giorno. Un secondo paio estivo decente costa 20-35 euro.

Quando sostituirli invece di lavarli. Imbottitura in gel o schiuma che resta schiacciata e non rimbalza sotto il pollice; palmo lucido e vetrificato che slitta sul manubrio bagnato; cuciture aperte fra pollice e indice; velcro che non tiene più in pedalata; guanto impermeabile che si inzuppa dall’interno in pochi minuti di pioggia. Un palmo che scivola è sicurezza, non estetica.

Cosa serve, in pratica

Tre cose bastano: un detergente liquido per tessuti tecnici, un sacchetto a rete e un balsamo per pelle se hai un palmo in pelle vera.

Domande frequenti

A quanti gradi si lavano i guanti da ciclismo?

A 30 °C con programma delicato per i guanti sintetici, in acqua tiepida a mano per quelli con membrana impermeabile. Non superare i 40 °C: sopra quella soglia l’elastan dei polsini perde elasticità e gli adesivi delle imbottiture iniziano a cedere.

Si possono lavare i guanti da ciclismo in lavatrice?

Sì per i guanti estivi sintetici e per i guanti lunghi da MTB: 30 °C, programma delicato, centrifuga entro 400-600 giri, velcro chiusi e sacchetto a rete. No per i guanti con membrana impermeabile e per quelli con palmo in pelle vera, che vanno trattati a mano.

Perché non si deve usare l’ammorbidente sui guanti?

L’ammorbidente lascia sulle fibre un film grasso che blocca il trasporto del sudore, ostruisce i pori delle membrane impermeabili e annulla i trattamenti antibatterici permanenti. Il guanto sembra più morbido ma traspira meno e riprende l’odore più rapidamente.

Come si toglie la puzza dai guanti da bici?

Ammollo di 30 minuti in una parte di aceto bianco e quattro di acqua fredda (solo su guanti sintetici), lavaggio con detergente per tessuti tecnici e doppio risciacquo. Fra un uso e l’altro, un cucchiaino di bicarbonato dentro ogni guanto per una notte. Se l’odore resta a guanto asciutto, l’imbottitura è satura e va sostituita.

Si possono mettere i guanti da ciclismo in asciugatrice?

No. Il tamburo raggiunge 50-70 °C e il ribaltamento continuo schiaccia le imbottiture in gel, scolla gli inserti e apre le cuciture. Vale anche per termosifoni e stufette, che asciugano un solo punto e deformano il palmo.

Come si curano i guanti con palmo in pelle?

Non si immergono in acqua. Si pulisce il palmo con un panno in microfibra umido e una goccia di sapone neutro, si ripassa con un panno pulito, si asciuga in piano lontano da fonti di calore e si indossa il guanto quando è ancora leggermente umido per rimettergli la forma della mano. A pelle asciutta si stende un velo di balsamo per pelle.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

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