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Quale velocità ipotizza Google Maps per andare in bicicletta?

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 7 min
Quale velocità ipotizza Google Maps per andare in bicicletta?
Pedali ed escursione in bicicletta attraverso un percorso immerso nel verde, con mani che utilizzano smartphone durante l'attività di bike riding.
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Google non ha mai pubblicato la velocità media che usa per stimare i tempi in bicicletta. Non esiste una pagina di documentazione, un post ufficiale o una voce di assistenza che dichiari un valore. Le cifre che girano in rete, in genere intorno ai 16 km/h, sono deduzioni fatte da utenti che hanno diviso la distanza di un percorso per i minuti indicati dall’app. Sono stime plausibili, non dati confermati. La buona notizia è che quel calcolo puoi rifarlo in trenta secondi sul tuo percorso: distanza in chilometri divisa per i minuti, moltiplicata per 60, e ottieni la velocità che Google sta ipotizzando proprio per te.

Cosa dichiara Google e cosa non dichiara

La pagina di assistenza sulle indicazioni stradali si limita a dire che in bicicletta l’app usa i percorsi ciclabili dove sono disponibili (Google Maps Help). Nessun accenno alla velocità presunta, al peso del dislivello o al tempo perso ai semafori.

Anche la documentazione per sviluppatori resta muta: la modalità BICYCLE della Routes API è dichiarata in beta, con l’obbligo di avvisare l’utente che il percorso può ignorare piste ciclabili (Google Maps Platform), ma la formula del tempo non è documentata. Ogni numero in circolazione, incluso il 16 km/h, va quindi trattato come una ricostruzione dall’esterno: utile per ragionare, sbagliato da citare come dato ufficiale.

Come misurare la velocità implicita in una stima

L’operazione vale più di qualsiasi cifra letta su un blog, perché restituisce il valore che l’algoritmo applica al tuo percorso, con il suo dislivello e le sue strade.

velocità ipotizzata (km/h) = chilometri ÷ minuti × 60

Un percorso urbano di 8,4 km stimato in 32 minuti significa 15,8 km/h. Lo stesso percorso in senso inverso, se ha dislivello, restituisce un numero diverso: è il modo più rapido per capire quanto l’algoritmo consideri la pendenza. Per ragionare invece sul tempo per singolo chilometro c’è quanto ci vuole a fare un chilometro in bici.

Cosa pesa davvero nel calcolo

Confrontando molti percorsi si vede che la stima non è una divisione fissa. Alcuni fattori la muovono, altri non la sfiorano.

  • Il dislivello. Lo stesso tracciato in salita e in discesa riceve tempi diversi: è il segnale più chiaro che i dati altimetrici entrano nel modello.
  • Il tipo di strada. Piste ciclabili e strade secondarie ricevono tempi più rapidi rispetto ai percorsi che attraversano incroci semaforizzati.
  • Le svolte e le intersezioni. Un tracciato tortuoso in centro viene penalizzato rispetto a un rettilineo della stessa lunghezza.
  • Il traffico automobilistico, no. A differenza della modalità auto, la stima in bici non si aggiorna con la congestione del momento: una via intasata di macchine resta percorribile alla stessa velocità di sempre.
  • La tua forma fisica, nemmeno. Non esiste alcuna impostazione per dichiarare livello, tipo di bici o peso trasportato.

Quest’ultimo punto spiega quasi tutti gli scostamenti: un ciclista allenato su bici da corsa e un pendolare su una city bike da 18 kg con le borse ricevono lo stesso numero.

Dove la stima sbaglia, e di quanto

Sei situazioni tipiche a confronto. La colonna “stima Google” applica il valore dedotto di circa 16 km/h corretto per il contesto; il tempo reale riflette l’andatura plausibile di un ciclista non agonista, soste incluse. Il fattore è il rapporto tra i due.

Percorso tipoDistanzaStima GoogleTempo reale plausibileFattore
Centro città storico, molti semafori e pavé6 km22 min28-32 min1,3-1,45
Casa-lavoro misto, urbano più periferia10 km37 min36-41 min1,0-1,1
Ciclabile pianeggiante lungo fiume o argine15 km56 min45-50 min0,80-0,90
Salita costante, 400 m di dislivello12 km50 min60-75 min1,2-1,5
Sterrato o gravel di campagna20 km75 min85-100 min1,15-1,35
E-bike urbana con assistenza fino a 25 km/h12 km45 min30-34 min0,65-0,75
Valori indicativi, ricavati dal confronto tra stime dell’app e andature realistiche. Nessuno di questi numeri è dichiarato da Google.

Emergono due direzioni opposte. In pianura, su ciclabile e senza interruzioni, quasi chiunque batte la stima: 16 km/h su asfalto liscio sono un’andatura tranquilla. Nel traffico urbano e in salita la stima diventa invece ottimistica, perché il tempo fermi non viene contato come lo conta il tuo orologio e perché la pendenza pesa più di quanto il modello sembri assumere. Su questo secondo fronte la variabile decisiva è il rapporto watt/chilogrammo, spiegato nella guida su come migliorare in salita in bici.

Il caso dell’e-bike è il più macroscopico: l’app ragiona come se la bici fosse muscolare, e chi tiene 22-24 km/h reali in città taglia un terzo del tempo previsto.

Calibrare il proprio fattore in tre passi

Invece di fidarti di una media generica, ricava il coefficiente che vale per te. Serve un percorso che già conosci e mezz’ora di attenzione.

  1. Prendi la stima. Scegli un tracciato che percorri spesso, almeno 8 chilometri, e chiedi le indicazioni in modalità bici. Annota i minuti indicati e i chilometri. Ripeti nello stesso senso di marcia che usi di solito.
  2. Cronometra due passaggi reali. Misura il tempo porta a porta, non quello in movimento: semafori e ripartenze fanno parte del viaggio. Due rilevazioni nelle condizioni abituali (stesso orario, stessa bici, stesso carico) bastano.
  3. Dividi. Tempo medio reale diviso stima dell’app. Un risultato di 1,25 significa che devi aggiungere il 25% a ogni previsione futura; 0,85 significa che ne togli il 15%.

Un accorgimento che cambia l’utilità del risultato: calcola due fattori separati, uno urbano e uno extraurbano. Di solito divergono in modo netto, e un unico coefficiente medio fa sbagliare in entrambi i contesti. Chi pianifica tappe lunghe, come negli itinerari di cicloturismo in Toscana, ne ricaverà anche un terzo per i percorsi con dislivello importante.

Per misurare bene i tempi reali un dispositivo dedicato aiuta, perché registra il tempo in movimento separatamente da quello totale: la panoramica dei migliori ciclocomputer GPS serve a orientarsi.

Le app che ti lasciano impostare la velocità

Google Maps è un navigatore generalista: la bici è una delle sue modalità, non il suo mestiere. Le app costruite per il ciclismo permettono invece di dichiarare che tipo di ciclista sei.

  • Komoot. Si sceglie lo sport e un livello di forma fisica su cinque gradini: la scelta non modifica il tracciato ma ricalcola velocità media e durata, tenendo conto di dislivello, fondo e difficoltà tecnica (documentazione komoot). Esiste anche un profilo per le e-bike.
  • Strava. Il costruttore di percorsi stima il tempo di movimento sui tuoi dati storici: più attività hai caricato, più la previsione somiglia a te. Nessuna media universale, solo il tuo passato.
  • Ride with GPS. Nel pianificatore si imposta una velocità media personalizzata, utile per il cicloturismo con bagaglio, dove l’andatura è molto più bassa di quella da allenamento.

La divisione dei compiti che funziona: Google Maps per l’orientamento quotidiano in città, dove la banca dati stradale è imbattibile, e una delle tre app sopra quando il tempo di percorrenza conta, per capire per esempio se una tappa da 90 chilometri sta dentro le ore di luce.

Domande frequenti

Google ha mai confermato la velocità che usa per la bici?

No. Non esiste una comunicazione ufficiale, una pagina di assistenza o una documentazione per sviluppatori che indichi un valore. Il riferimento a circa 16 km/h che si trova su molti siti nasce da calcoli fatti dagli utenti sulle stime dell’app, non da una dichiarazione dell’azienda.

Si può impostare la propria velocità in Google Maps?

No, la modalità bicicletta non offre alcun parametro personale. L’unico modo di adattare le previsioni è applicare a mano un fattore di correzione ricavato dai propri tempi reali, oppure passare a un pianificatore che consenta di dichiarare livello di forma o velocità media.

Google Maps tiene conto delle salite?

Sì, almeno in parte: lo stesso percorso nei due sensi di marcia riceve tempi diversi quando c’è dislivello, segno che i dati altimetrici entrano nel calcolo. Il peso attribuito alla pendenza resta però più basso di quello che sente un ciclista, per cui sulle salite lunghe la stima tende a essere ottimistica.

La stima in bici considera il traffico in tempo reale?

No, a differenza di quanto avviene per l’automobile. La previsione in modalità bicicletta non varia con la congestione del momento, quindi nelle ore di punta in città il tempo effettivo può allungarsi in modo sensibile rispetto a quello indicato.

Perché con l’e-bike arrivo sempre molto prima?

Perché l’app non distingue una bici a pedalata assistita da una muscolare. Con l’assistenza attiva fino a 25 km/h si tiene un’andatura media molto superiore a quella ipotizzata, e con il dislivello il vantaggio cresce. Un fattore intorno a 0,7 è un punto di partenza da verificare sul proprio tragitto.

Come è stata scritta questa guida

Le cifre della tabella non provengono da Google: sono ricostruzioni ottenute dividendo distanze per tempi indicati dall’app e confrontandole con andature realistiche. La documentazione citata è verificabile alle fonti collegate nel testo, e il metodo in tre passi serve a sostituire questi valori indicativi con i tuoi.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

Appassionata di ciclismo su strada e mountain bike, scrivo articoli sul ciclismo (notizie, allenamento, attrezzature, consigli e opinioni) per i nostri lettori. Sono anche una fotografa in erba e ogni volta che esco in bici, cerco di catturare i migliori scatti... con la macchina fotografica.

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