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Potenza aerobica massima in bici: come si misura e si usa

Simone Rogini
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 8 min
Potenza aerobica massima in bici: come si misura e si usa
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La potenza aerobica massima è la potenza, espressa in watt, alla quale il consumo di ossigeno raggiunge il suo valore più alto. In bici si stima con un test incrementale a rampe: si parte da un carico facile e si sale di 20-25 watt ogni minuto, oppure di 25-30 watt ogni tre minuti, fino a quando le gambe non tengono più il passo imposto. Il risultato è la potenza dell’ultimo gradino completato, corretta in proporzione al tempo resistito nel gradino interrotto. Da quel numero si ricavano poi le zone di allenamento.

Risposta rapida: la potenza aerobica massima indica il tetto del motore aerobico tradotto in watt. Si misura con un test incrementale fino a esaurimento, si esprime anche in watt per chilo e serve soprattutto a impostare le intensità di lavoro. Non coincide né con il VO2max né con la FTP.

Una precisazione sulla sigla, perché genera parecchia confusione. Nei forum italiani circola molto PMA, che però arriva dal francese puissance maximale aérobie. L’equivalente inglese è MAP, maximal aerobic power. In italiano la forma corretta è potenza aerobica massima, e conviene usarla anche perché in ambito sanitario italiano PMA indica la procreazione medicalmente assistita.

Che cos’è la potenza aerobica massima

È la potenza meccanica più bassa alla quale il corpo consuma ossigeno al ritmo massimo di cui è capace. Sopra quel livello lo sforzo continua, ma l’energia arriva sempre più dai meccanismi anaerobici. Non è quindi una potenza da tenere a lungo: la maggior parte dei ciclisti la sostiene da quattro a otto minuti.

Si legge in watt assoluti quando conta spingere in pianura, in watt per chilo quando conta salire: un ciclista da 300 watt che pesa 60 chili sale meglio di uno da 340 watt che ne pesa 85. La potenza raggiunta a fine test è anche un buon predittore della prestazione di resistenza, come mostra il lavoro di Hawley e Noakes del 1992.

Potenza aerobica massima, VO2max e FTP non sono la stessa cosa

Risposta rapida: il VO2max è una misura fisiologica di consumo di ossigeno, la potenza aerobica massima è la sua traduzione meccanica in watt, la FTP è una stima della potenza sostenibile a lungo. Tre grandezze collegate, ma non intercambiabili.

GrandezzaChe cosa descriveUnitàCome si ottieneDurata sostenibile
VO2maxOssigeno consumato al minuto al massimo dello sforzoml/kg/minAnalisi dei gas espirati, in laboratorioPochi minuti
Potenza aerobica massimaWatt espressi quando il consumo di ossigeno è al tettowatt e W/kgTest incrementale a rampe, anche indoor4-8 minuti circa
FTPPotenza stimata come sostenibile per circa un’orawatt e W/kgTest da 20 minuti, prova da 8 minuti o rampa40-70 minuti

Due ciclisti con lo stesso VO2max possono avere potenze aerobiche massime diverse, perché cambia quanto ossigeno serve loro per produrre lo stesso watt. Chi ha una pedalata più economica esprime più potenza a parità di consumo.

La FTP sta più in basso: nella maggior parte dei ciclisti allenati corrisponde al 72-80% circa della potenza aerobica massima, ma il rapporto non è fisso. Chi lavora molto sulla lunga distanza tende ad avere una FTP alta rispetto al proprio tetto aerobico, chi fa soprattutto ripetute brevi il contrario. Per approfondire quel valore c’è la guida su che cos’è la FTP nel ciclismo, mentre la procedura operativa è nel test FTP passo per passo.

Il protocollo del test incrementale a rampe

Il principio è sempre lo stesso: partire basso, salire a intervalli regolari, continuare fino a quando la potenza richiesta non è più sostenibile. Cambiano la durata dei gradini e l’ampiezza degli incrementi, e non è un dettaglio: gradini più lunghi accumulano fatica e portano a una potenza finale più bassa, effetto studiato in modo specifico nel confronto fra gradini brevi e prolungati pubblicato nel 2001.

ParametroRampa breveGradini lunghi
Durata del gradino60 secondi180 secondi
Incremento per gradino20-25 watt25-30 watt
Carico di partenza100-150 watt100-150 watt
Durata utile del test8-14 minuti15-25 minuti
Punto di forzaRapido, poco stressante da ripetereConsente prelievi di lattato, valori più stabili
LimiteTende a restituire numeri più altiRichiede più tolleranza alla fatica

Prima servono 10-15 minuti di riscaldamento progressivo con due o tre allunghi brevi. Durante la prova la cadenza va tenuta in una fascia stretta, per esempio fra 85 e 95 giri, perché una cadenza molto diversa cambia il costo dello sforzo. Il test finisce quando la cadenza crolla sotto i 60-70 giri e non risale. Dopo, dieci minuti facili di defaticamento.

Come si legge il risultato

Con i gradini si usa la potenza dell’ultimo step completato, aggiungendo la frazione di quello interrotto. Esempio con gradini da tre minuti e incrementi da 25 watt: se l’ultimo gradino completato è a 320 watt e nel successivo si resiste 90 secondi su 180, il calcolo è 320 + (90 / 180) × 25, cioè circa 332 watt. Diviso per un peso di 72 chili, sono 4,6 watt per chilo.

Con la rampa da un minuto molti software indoor usano invece la potenza media dell’ultimo minuto completo. Convenzioni diverse restituiscono numeri diversi: annotare il protocollo usato e non cambiarlo è più importante del numero stesso.

Laboratorio o campo, che cosa cambia

In laboratorio si pedala su un cicloergometro frenato elettronicamente, con analisi dei gas espirati, controllo elettrocardiografico e in alcuni casi prelievi di lattato. Il vantaggio non è la precisione dei watt, è il contorno: VO2max reale invece che stimato, soglie ventilatorie visibili e personale sanitario che sorveglia lo sforzo.

Sul campo, o più spesso su rullo interattivo, si misura solo la potenza. Basta per ricavare le zone, accettando due cose: il valore ottenuto sul rullo non è confrontabile con quello di un ergometro diverso, e senza analisi dei gas la potenza aerobica massima resta una stima. Se il misuratore è il punto debole della catena, la guida ai misuratori di potenza per bici spiega quali differenze di lettura aspettarsi.

Come si traduce in zone di allenamento

Funziona bene come riferimento perché è un punto alto e piuttosto stabile della curva. Le percentuali qui sotto sono quelle usate più spesso nella pianificazione basata sul tetto aerobico, con l’esempio per un ciclista a 320 watt.

Zona% della potenza aerobica massimaA che cosa serveEsempio a 320 W
Recuperofino al 50%Giri rigenerantifino a 160 W
Fondo50-65%Uscite lunghe, base aerobica160-208 W
Medio65-78%Ritmo costante sotto soglia208-250 W
Soglia78-88%Blocchi da 8-20 minuti250-282 W
Massimo consumo di ossigeno88-105%Ripetute da 3-5 minuti, intermittenti 30/30282-336 W
Sopra sogliaoltre 105%Sforzi brevi e molto intensioltre 336 W

Il lavoro che alza il tetto aerobico si colloca intorno al 100%, in frazioni brevi: quattro o cinque ripetute da tre minuti con recupero pari allo sforzo, oppure serie di trenta secondi duri e trenta facili. Chi ragiona a battiti può incrociare queste fasce con le zone cardiache in bici, ricordando che il cuore risponde in ritardo rispetto ai watt.

Valori di riferimento in watt per chilo

I numeri che seguono sono riferimenti orientativi, non un voto. Derivano dalle tabelle di profilo di potenza sugli sforzi di alcuni minuti, diffuse nel ciclismo con misuratore, e vanno letti come ordini di grandezza: età, peso, storia sportiva e protocollo spostano il risultato di parecchio.

ProfiloUomini (W/kg)Donne (W/kg)
Chi ha iniziato da poco2,5-3,42,2-2,9
Cicloturista allenato3,4-4,22,9-3,6
Amatore competitivo4,2-5,03,6-4,2
Agonista di buon livello5,0-5,74,2-4,9
Categoria élite5,7-6,54,9-5,6

Il confronto utile non è con la tabella, ma con il proprio risultato di tre mesi prima ottenuto con lo stesso protocollo. Chi si sta costruendo una base può partire dal programma di allenamento in bici per principianti e rimandare i test massimali.

I limiti del test

Un test incrementale misura quanto si è riusciti a spingere quel giorno, non un dato assoluto. Quattro fattori spostano il numero più di quanto si creda.

  • Motivazione. È una prova a esaurimento: chi si ferma al primo bruciore ottiene un valore più basso di chi resiste altri venti secondi.
  • Freschezza. Due giorni leggeri prima della prova cambiano il risultato. Sonno scarso o un blocco di carico appena concluso abbassano la potenza raggiungibile.
  • Temperatura. Indoor senza un ventilatore adeguato ci si ferma per il calore accumulato prima che per il limite aerobico. Stesso effetto nelle giornate molto calde o umide.
  • Taratura del misuratore. Azzeramento prima di ogni prova, batteria carica, stesso dispositivo e stessa bici. Due misuratori diversi possono leggere con qualche punto percentuale di scarto.

C’è poi un limite di metodo: cambiare protocollo equivale a cambiare unità di misura. Gradini da tre minuti e rampa da un minuto, sullo stesso ciclista, danno valori diversi ed entrambi corretti. Confrontarli fra loro non ha senso.

Un test massimale non è per tutti

Portare l’organismo fino a esaurimento è uno stress cardiovascolare importante. Chi ha una cardiopatia nota o sospetta, ipertensione non controllata, aritmie, dolore al petto sotto sforzo, episodi di svenimento o alle spalle mesi di inattività ne deve parlare con un medico prima di provare, preferibilmente uno specialista in medicina dello sport. In Italia la pratica agonistica richiede comunque il certificato di idoneità. Indicazioni generali sull’attività fisica sono sul portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità.

La prova va interrotta subito in caso di dolore toracico, capogiro, battito irregolare, nausea o affanno sproporzionato. Un valore mancato si recupera la settimana dopo.

Domande frequenti

Potenza aerobica massima e FTP sono la stessa cosa?

No. La potenza aerobica massima è il tetto del sistema aerobico e si tiene per pochi minuti, la FTP stima la potenza sostenibile per circa un’ora e vale il 72-80% circa di quel tetto. Alcuni software indoor ricavano una FTP stimata dal risultato di una rampa con un coefficiente fisso: comodo, ma resta una stima derivata.

Serve per forza un misuratore di potenza?

Per un valore in watt sì, serve un misuratore o un rullo interattivo. Senza, si può usare velocità su una salita costante e frequenza cardiaca, ma vento, pendenza e asfalto rendono il dato poco confrontabile nel tempo. Meglio ragionare per tempi su un tratto sempre identico.

Ogni quanto ha senso ripetere il test?

Ogni 8-12 settimane, oppure alla fine di un blocco di lavoro ben definito. Ripeterlo più spesso genera rumore, perché le oscillazioni di forma quotidiane superano le variazioni reali del tetto aerobico. Il momento migliore è dopo due giorni leggeri, alla stessa ora e con la stessa attrezzatura.

Il valore ottenuto sul rullo vale anche su strada?

Non direttamente. Su rullo mancano il raffreddamento dell’aria e le micro variazioni di posizione, e la taratura è diversa. Molti ciclisti ottengono indoor un valore leggermente più basso: la soluzione pratica è tenere due riferimenti separati.

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Simone Rogini

Appassionato di avventura e sport all'aria aperta. La sua bicicletta, una Graziella modificata e fatta in casa. Una bicicletta versatile che, come il suo proprietario, trascende ogni tipo di attività. Viaggiatore di lungo corso (Parigi-Città del Capo, Great Divide, tour delle Dolomiti...), Simone può anche essere visto sulle strade della pianura Padana con i panni dell'avventuriero urbano. Giornalista e autore, su questo blog condivide le sue esperienze e il suo punto di vista sulle molteplici sfaccettature della cultura ciclistica.

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