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Associazioni ciclistiche in Italia: dove donare bici e tempo

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 7 min
Associazioni ciclistiche in Italia: dove donare bici e tempo
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In Italia le realtà che usano la bicicletta come strumento sociale esistono e sono attive, ma non coincidono quasi mai con quelle delle liste tradotte dall’inglese. Le principali sono la FIAB, che federa quasi 200 associazioni locali di ciclisti, la Fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale, Obiettivo3 di Alex Zanardi per il paraciclismo, la rete delle ciclofficine popolari che rimette in strada biciclette abbandonate e, sul fronte internazionale, World Bicycle Relief. A tutte si contribuisce in tre modi: tessera annuale (in genere fra 15 e 30 euro), donazione di una bici usata, ore di volontariato.

La differenza non è formale. Iscriversi a un’associazione americana non produce una ciclabile in più nel tuo comune, non forma un meccanico volontario nel tuo quartiere e in genere non dà nemmeno diritto alle agevolazioni fiscali previste per gli enti del terzo settore italiani.

Cinque realtà italiane a confronto

RealtàRaggio d’azioneCosa fa in concretoCome si contribuisce
FIAB APSNazionale, quasi 200 sedi localiAdvocacy su ciclabilità, cicloturismo, educazione stradale nelle scuoleTessera tramite l’associazione locale, volontariato, partecipazione agli eventi
FIAB Milano CiclobbyMilano e hinterlandAnalisi tecnica dei progetti ciclabili comunali, progetti scuola, servizi ai sociTessera, gruppi di lavoro tematici
Fondazione Michele ScarponiNazionale, sede a Filottrano (AN)Educazione stradale nelle scuole, ciclofficina, scuola di ciclismo, supporto alle famiglie delle vittimeDonazione libera, 5×1000, adesione ai progetti scuola
Obiettivo3NazionaleAvviamento allo sport paralimpico, handbike e biciclette adattate in comodato gratuitoDonazione, sostegno agli atleti, segnalazione di persone interessate
Ciclofficine popolariLocale, decine di cittàRecupero e riparazione di bici abbandonate, corsi di meccanica, redistribuzioneDonazione della bici usata, tessera (spesso 15 euro), ore in officina

FIAB, la rete più capillare

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è un’associazione di promozione sociale che raggruppa quasi 200 sedi locali distribuite in tutta Italia e aderisce alla European Cyclists’ Federation. Non si diventa soci FIAB direttamente: ci si iscrive all’associazione della propria città, e da lì si entra nella federazione.

Il lavoro concreto è meno visibile di una raccolta fondi ma pesa di più: revisione dei piani urbani della mobilità, pressione sulle amministrazioni per nuove ciclabili, formazione degli accompagnatori cicloturistici, progetti nelle scuole. L’iniziativa più nota è Bimbimbici, arrivata nel 2026 alla venticinquesima edizione: nel 2025 ha coinvolto oltre 40.000 fra bambini, famiglie e volontari in più di 200 città, con l’obiettivo dichiarato di ottenere percorsi casa-scuola più sicuri.

Se la tua città ha una sede FIAB, quella è quasi sempre l’interlocutore che segue anche i temi del bike sharing e delle bici in comune. Elenco delle sedi e degli eventi su fiabitalia.it.

FIAB Milano Ciclobby, il modello di sede locale

Ciclobby è la sede milanese ed è utile come esempio di cosa fa davvero un’associazione FIAB. È composta interamente da volontari, organizzati in squadre: gruppo tecnico, comunicazione, progetti scuola, eventi, cicloturismo, servizi al ciclista. Architetti, urbanisti, ingegneri e avvocati soci analizzano i progetti di ciclabilità del Comune e propongono correzioni prima che i cantieri partano.

È un contributo tecnico che nessuna donazione a un’organizzazione estera può sostituire. Riferimenti su fiabmilano.it.

Fondazione Michele Scarponi

Nata nel 2018 dopo la morte di Michele Scarponi, travolto da un furgone durante un allenamento nel 2017, la fondazione ha sede a Filottrano, nelle Marche, e lavora quasi interamente sulla sicurezza stradale.

Il Progetto Scuola, il suo programma principale, ha formato educatori e ha raggiunto oltre 30.000 studenti in più di 50 istituti in tutta Italia, con lezioni su mobilità attiva e convivenza fra utenti della strada. Accanto a questo la fondazione gestisce una ciclofficina con meccanico qualificato e area fai da te, una scuola di ciclismo aperta dal 2022 a bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, e un gruppo di supporto per le famiglie delle vittime della violenza stradale.

Si contribuisce con donazione libera, con il 5×1000 o portando il progetto scuola nel proprio istituto. Dettagli su fondazionemichelescarponi.com.

Obiettivo3, il paraciclismo

Fondata nel 2017 da Alex Zanardi, Obiettivo3 è un centro di ascolto e avviamento allo sport paralimpico. Il meccanismo è semplice: le persone con disabilità che vogliono provare uno sport ricevono l’attrezzatura in comodato d’uso gratuito, handbike comprese, che altrimenti costerebbe migliaia di euro.

I risultati sono documentati: dieci atleti sostenuti dal progetto si sono qualificati ai Giochi di Parigi, e il bilancio complessivo è di cinque medaglie paralimpiche, fra cui il bronzo di Katia Aere a Tokyo e l’argento di Federico Mestroni nel paraciclismo a Parigi. Il nome nasce dall’obiettivo iniziale di portare almeno tre atleti ai Giochi.

Chi vuole aiutare può donare, sostenere un singolo atleta o semplicemente segnalare il progetto a una persona con disabilità che non sa da dove cominciare. Informazioni su obiettivo3.com.

Le ciclofficine popolari

Sono la forma più diffusa di solidarietà ciclistica in Italia e la più facile da raggiungere, perché quasi ogni città media ne ha almeno una. Funzionano allo stesso modo: qualcuno dona una bici che non usa più, i volontari la rimettono in ordine, la bici torna in strada gratis o dietro offerta minima. In parallelo mettono a disposizione attrezzi e competenze a chi vuole imparare a riparare da solo.

Qualche esempio verificabile:

  • Rimessa in Movimento, Modena, viale Monte Kosica 97 sotto le gradinate del Parco Novi Sad. Nata nel 2010, si regge su una quota associativa annuale di 15 euro che include l’assicurazione RC, più offerte libere per i ricambi.
  • Officine Sociali Movimento Centrale, Firenze, via del Canto Rivolto 9. Recupera biciclette donate dai cittadini e organizza laboratori di meccanica per richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza del territorio.
  • Ciclofficina Sociale, Cusano Milanino. Attiva dal 2014, unisce il lavoro riabilitativo alla pratica ciclomeccanica per persone in difficoltà e migranti che vogliono imparare un mestiere.
  • Ciclonauti, Roma. Raccoglie bici donate dai cittadini, le ripara e le redistribuisce durante eventi pubblici.
  • +bc Ciclofficina Stecca, Milano. Autogestita, lavora su biciclette donate da soci ed ex soci o recuperate da cantine e cortili condominiali.

Frequentare una ciclofficina ha anche un ritorno pratico immediato: dopo qualche pomeriggio si impara a fare da soli lavori che in negozio costano, dalla registrazione dei freni fino a raddrizzare un cerchione piegato.

World Bicycle Relief, l’eccezione internazionale che ha senso citare

Fra le organizzazioni straniere che circolano nelle liste tradotte, World Bicycle Relief è l’unica con un canale di donazione realmente accessibile dall’Italia. Distribuisce la Buffalo Bike, una bicicletta da carico robusta pensata per strade sterrate, a studenti, operatori sanitari e piccoli commercianti in aree rurali dell’Africa subsahariana.

In Italia la raccolta passa soprattutto dai negozi e dal sito Trek, che periodicamente raddoppia le donazioni ricevute. Una bicicletta completa corrisponde a un contributo di 165 dollari, ma sono accettati importi inferiori. Riferimento ufficiale: worldbicyclerelief.org.

Donare la bici usata: cosa conviene sapere prima

La donazione funziona solo se la bici è recuperabile. Le ciclofficine ricevono molti telai inutilizzabili e ogni pezzo da smaltire costa loro tempo e denaro. Prima di portarla, verifica tre cose: il telaio non deve avere crepe o pieghe visibili nei tubi, le ruote devono girare senza toccare i foderi, la trasmissione deve esserci al completo.

Se la bici è in buone condizioni ed è di una certa fascia, valuta anche l’alternativa: venderla e donare il ricavato può valere più della bici stessa per un’associazione che deve pagare affitto e attrezzi. Per bici da bambino, invece, la donazione diretta è quasi sempre la scelta migliore, perché vengono richieste di continuo e si rivendono male.

Ultimo punto pratico: chiedi sempre se serve il documento di provenienza o una dichiarazione di cessione. Alcune realtà convenzionate con i comuni lo richiedono per poter rimettere in circolazione il mezzo.

Domande frequenti

Quali sono le principali associazioni ciclistiche in Italia?

Le più strutturate sono FIAB, federazione di quasi 200 associazioni locali che si occupa di ciclabilità e cicloturismo, la Fondazione Michele Scarponi per l’educazione stradale nelle scuole e Obiettivo3 per l’avviamento al paraciclismo delle persone con disabilità. A queste si aggiunge la rete diffusa delle ciclofficine popolari, presenti in decine di città.

Dove posso donare una bicicletta usata in Italia?

Alle ciclofficine popolari e sociali della tua città, che la riparano e la redistribuiscono. Esempi attivi sono Rimessa in Movimento a Modena, Officine Sociali Movimento Centrale a Firenze, Ciclonauti a Roma, +bc Ciclofficina Stecca a Milano e la Ciclofficina Sociale di Cusano Milanino. Molti comuni hanno inoltre convenzioni con associazioni del terzo settore per il ritiro di bici destinate alla rottamazione.

Quanto costa iscriversi a un’associazione ciclistica?

La quota di una ciclofficina popolare parte in genere da 15 euro l’anno e spesso include un’assicurazione di responsabilità civile. Le sedi FIAB applicano quote proprie, di solito comprese fra 20 e 35 euro, con riduzioni per familiari e under 18. La tessera dà accesso alle attività, alle uscite organizzate e agli spazi con attrezzi.

Le donazioni a queste associazioni sono detraibili?

Le erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS danno diritto alle agevolazioni fiscali previste dal Codice del terzo settore, a condizione che il pagamento sia tracciabile (bonifico, carta, bollettino). Verifica sempre sul sito dell’associazione la sua natura giuridica e chiedi la ricevuta.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

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