Hyperon Ultra wheels

La recensione delle ruote Campagnolo Hyperon Ultra

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Le nuove ruote Hyperon Ultra di Campagnolo sono una resurrezione del set di ruote da arrampicata de facto del marchio. Ora, però, l’Hyperon Ultras sta cercando di soddisfare il tuttofare, con la pretesa di raggiungere il “rapporto perfetto” tra aerodinamica, peso e caratteristiche di manovrabilità, lasciando la Bora Ultras per i veri compiti di corsa. Ci sono riusciti? Queste sono alcune delle migliori ruote per bici da strada in circolazione o forse alcune delle migliori ruote leggere? Li ho valutati sin dal loro lancio e li ho portati su esplosioni piatte, sulla strada più ripida d’Inghilterra e, dato che è stata la stagione dei classici acciottolati mentre scrivo questo, anche su alcuni brutti ciottoli per testare la loro durata. In breve, sono molto impressionato, ma sono all’altezza di un prezzo a nord di tre dollari e mezzo?

Ruote Hyperon Ultra

L’Hyperon è tornato con un look e un design aggiornati (Credito immagine: Will Jones)

Design ed estetica

In un mare di ubiquità nera opaca, Campagnolo, e anche Corima per essere onesti, si distingue dalla massa con un fedele impegno per la ruota lucida. Personalmente, adoro il gloss; Ho un grande debole per lo stile delle Bora Ultras, e queste sono un pacchetto visivo leggermente più raffinato. I loghi attenuati, ancora grandi, sono meno sfacciati nei metallizzati tenui, e il tradizionale schema dei raggi è meno accattivante. Sono un set di ruote che riesce appena a superare la linea che separa il “set di ruote di dichiarazione” dal “set di ruote complementare”. Sulla moto giusta, non sovrastano le cose ma portano comunque quell’inconfondibile stile italiano. La bici di prova a cui sono stato trattato era una Colnago C68 estremamente bling, addobbata con Campagnolo Super Record EPS, quindi avrebbero avuto un lavoro per eclissare il pacchetto complessivo per essere onesti, ma il mio punto è ancora valido; montali su qualsiasi bici orientata alle prestazioni e funzioneranno.

Il finale è davvero bello. L’esterno lucido è uno strato iniziale di resina applicato durante la costruzione piuttosto che una laccatura lucida applicata dopo la produzione, quindi in teoria dovrebbe essere più durevole (ne parleremo più avanti), ma comunque sia stato creato è un piacere per gli occhi , soprattutto in combinazione con le fibre unidirezionali dall’aspetto senza cuciture sottostanti.

Ruote Hyperon Ultra

L’esterno lucido e le fibre unidirezionali creano un accattivante mix di lucido e satinato tutto in una volta (Credito immagine: Will Jones)

Ci sono sicuramente anche note di design interessanti, al di là dell’estetica. Il corpo del mozzo altamente lavorato, progettato per radere grammi preziosi, mostra un’attenzione ai dettagli che è ammirevole, e l’interfaccia del mozzo del raggio (il sistema “head-to-bay”) per cui il raggio si trova con una testa emisferica in una presa corrispondente a consentire micro-movimenti è, sulla carta, una novità, anche se sicuramente non è qualcosa che proverai mai. Ciò che purtroppo manca sono le affermazioni sull’aerodinamica. Non ci sono wattaggi risparmiati rispetto ai concorrenti, o anche un confronto con i Boras per dare un contesto. Sì, i raggi interni aiutano in una certa misura e una larghezza interna di 21 mm è moderna (ma non rivoluzionaria), ma questi sembrano un po’ carenti in termini di numeri duri. Non sono un pilota, ma da un punto di vista oggettivo di velocità misurabile, c’è un punto interrogativo che incombe su queste ruote.

Il peso, però, è impressionante. Con un peso di 1.240 g per un paio, sfidano le migliori ruote leggere e le tuttofare, soprattutto considerando la profondità del cerchio di 37 mm. Come si guidano però? La profondità del cerchio dice “tuttofare”, ma l’eredità e il peso dicono ruota da arrampicata.

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Ruote Hyperon Ultra

Non puoi sentire il micro-movimento apparentemente consentito dall’interfaccia mozzo / raggio, ma puoi sentire quanto rotolano dolcemente (Credito immagine: Will Jones)

Prestazione

Simone
Simone Rogini

Appassionato di avventura e sport all'aria aperta. La sua bicicletta, una Graziella modificata e fatta in casa. Una bicicletta versatile che, come il suo proprietario, trascende ogni tipo di attività. Viaggiatore di lungo corso (Parigi-Città del Capo, Great Divide, tour delle Dolomiti...), Simone può anche essere visto sulle strade della pianura Padana con i panni dell'avventuriero urbano. Giornalista e autore, su questo blog condivide le sue esperienze e il suo punto di vista sulle molteplici sfaccettature della cultura ciclistica.

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