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Come sgonfiare uno pneumatico della bici nel modo giusto

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 8 min
Come sgonfiare uno pneumatico della bici nel modo giusto
Bambino con casco in bicicletta, attività sportiva all'aperto con famiglia, divertimento in bicicletta, bicicletta per bambini, attività outdoor sicura e salutare.
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Per sgonfiare uno pneumatico della bici si agisce sempre sulla valvola, mai sul copertone. Su una Presta si toglie il cappuccio, si svita la ghiera zigrinata in cima allo stelo e la si preme verso il basso, dritta lungo l’asse. Su una Schrader si spinge lo spillo centrale con un oggetto sottile e rigido (il cappuccio rovesciato, una brugola da 2 mm, la punta di uno smontavalvole). Su una Dunlop si allenta la ghiera esterna e si sfila di qualche millimetro il nottolino interno, che scarica l’aria da solo. La differenza vera non sta nel gesto, sta nel quanto: svuotare del tutto serve solo per smontare copertone o camera, mentre per correggere la pressione bastano tocchi brevi e ripetuti.

Perché si sgonfia una gomma, e perché il motivo cambia il metodo

Sgonfiare non è quasi mai il fine, è un passaggio dentro un altro lavoro. Il motivo decide se arrivare a zero o fermarsi prima.

  • Smontare copertone o camera. Svuotamento totale: con un residuo d’aria il tallone non scende nel canale del cerchio e le leve lavorano in tensione, con il rischio di pizzicare la camera nuova (come cambiare la camera d’aria).
  • Cercare una foratura lenta. Qui si fa il contrario: prima si gonfia oltre la pressione d’esercizio per far sibilare il foro, poi si sgonfia.
  • Abbassare la pressione. Fondo bagnato, sterrato, copertone appena montato e troppo rigido: si tolgono decimi di bar, non bar interi.
  • Trasporto in aereo o in valigia rigida. Una gomma dura tiene il fianco premuto contro le pareti della sacca.
  • Rimessaggio lungo. La pressione va abbassata, non azzerata, per il motivo spiegato più avanti.
  • Montaggio tubeless. Lo sgonfiaggio parziale riposiziona il tallone senza stallonare tutta la circonferenza.

I tre tipi di valvola e cosa cambia davvero

ValvolaSteloForo cerchioCome si scarica l’ariaRischio tipico
Presta (francese, Sclaverand)6 mmcirca 6,5 mmSvitare la ghiera in cima, premere in asseStelo piegato, cricca alla base
Schrader (americana, da auto)8 mmcirca 8,5 mmPremere lo spillo centraleSpillo storto, perdita da chiusa
Dunlop (inglese, Woods)8 mmcirca 8,5 mmAllentare la ghiera, sollevare il nottolinoNottolino perso o rimontato storto

Presta: prima la ghiera, poi la pressione

La Presta è una valvola a chiusura manuale: la ghiera zigrinata in cima allo stelo va svitata di due o tre giri, fino a battuta ma senza forzarla. Poi una pressione dritta verso il basso apre l’otturatore e l’aria esce.

L’errore che rompe le valvole è spingere di lato. Lo stelo Presta ha 6 mm di diametro e parete sottile: premuto obliquo flette dove è incollato alla camera d’aria. Lì la gomma non si strappa subito, si segna, e la camera cede settimane dopo senza motivo apparente. Se serve appoggio, tieni la ruota vicino al cerchio con una mano e premi con l’indice dell’altra perpendicolare al cerchio, non tangenziale.

Sulle Presta con nucleo rimovibile lo scarico immediato si ottiene svitando il nucleo con lo smontavalvole (fra i 5 e i 12 euro): l’aria esce tutta in un colpo, quindi si fa solo per azzerare. Il dettaglio è nell’articolo su come rimuovere il nucleo della valvola Presta, l’operazione inversa nella guida su come gonfiare con valvola Presta.

Schrader: spillo centrale, niente cacciaviti

È la valvola delle auto e di molte mountain bike, city bike e bici per bambini. Lo spillo centrale è a molla: premilo e l’aria esce con un sibilo continuo. Serve un oggetto sottile, rigido e a punta piatta, perché un cacciavite a taglio largo scivola di lato e piega lo spillo. Se dopo lo sgonfiaggio la valvola perde da chiusa, lo spillo è storto o c’è sporcizia sotto la guarnizione: il nucleo si sostituisce con lo smontavalvole e costa pochi centesimi.

Dunlop: si sfila, non si preme

Diffusa sulle bici da città europee e asiatiche, usa il foro da 8,5 mm come la Schrader ma dentro ha un nottolino trattenuto da una ghiera. Si svita la ghiera esterna e si solleva il nottolino di due o tre millimetri: l’aria esce subito. Non c’è nessuno spillo da premere, quindi insistere dall’esterno con una punta non serve a niente. Il nottolino è minuscolo: perso quello, la ruota resta ferma.

Togliere pochi decimi di bar in modo controllato

Chi vuole scendere di poco tende a svuotare tutto e rigonfiare. È lento, consuma il nucleo e su tubeless costringe a rifare il tallonamento. Il metodo corretto è per impulsi.

  1. Apri la ghiera (Presta) o prepara la punta (Schrader).
  2. Premi con tocchi brevi, circa mezzo secondo, contandoli. Su un copertoncino da 25 mm gonfio a 7 bar un tocco così toglie all’incirca 0,1 bar; su un 2,25 pollici da MTB, con molto più volume d’aria, ne servono diversi per lo stesso salto.
  3. Ricontrolla ogni due o tre impulsi, non alla fine.
  4. Misura con lo stesso strumento e a gomma fredda: dopo una discesa lunga con freni a pattino il cerchio scalda l’aria e la lettura sale.

Perché i manometri delle pompe sbagliano alle basse pressioni

I manometri analogici delle pompe da pavimento dichiarano la tolleranza sul fondo scala, non sul valore letto. Una pompa che arriva a 11 bar con precisione del 3 per cento del fondo scala sbaglia fino a circa 0,33 bar a qualsiasi pressione. A 7 bar è sotto il 5 per cento e non cambia nulla; a 1,8 bar, la zona tipica di MTB e gravel, lo stesso errore vale quasi il 20 per cento, cioè la differenza fra una gomma che copia il terreno e una che pizzica il cerchio.

Sotto i 3 bar conviene quindi un manometro a scala corta (da 0 a 4 bar) invece della pompa. Ricorda che 1 bar equivale a 14,5 psi: 30 psi sono 2,07 bar, 100 psi sono 6,9 bar. I valori di riferimento su strada sono nella guida sulla pressione delle gomme da corsa; le tabelle del costruttore Schwalbe stanno sul sito tecnico ufficiale.

Tubeless: sgonfiare senza stallonare e senza schizzi

Su un tubeless lo svuotamento completo è una decisione, non una routine: sotto una certa pressione il tallone abbandona la sede sul cerchio e per rimetterlo servono spesso un compressore o una pompa con serbatoio. Se serve solo abbassare la pressione, non si scende a zero.

Il secondo problema è il sigillante, da 60 a 120 ml a seconda della sezione. Se premi la valvola quando si trova nella parte bassa della ruota, il liquido è proprio lì e viene sparato fuori dal foro, sporcando tutto e riducendo la carica utile. La regola è una sola: porta la valvola a ore 12 prima di premere, così il sigillante resta in basso, lontano dal condotto. Se si intasa lo stesso, si libera con l’ago dello smontavalvole tenendo la ruota nella stessa posizione. Il confronto fra le due tecnologie è nell’articolo su tubeless e copertoncino.

Rimessaggio e aereo: quanta aria lasciare

Per il rimessaggio invernale la gomma non va lasciata sgonfia: senza pressione il fianco si piega su sé stesso nel punto di appoggio, la carcassa prende una piega permanente e il peso del cerchio grava sul tallone, che si deforma. Tieni circa metà della pressione d’esercizio, da 3 a 4 bar su una bici da corsa e da 1 a 1,5 bar su una MTB, con un controllo ogni sei o otto settimane perché ogni camera perde aria da sola. Meglio ancora appendere la bici, o ruotare le ruote di un quarto di giro ogni tanto.

Per l’aereo, la stiva è pressurizzata come la cabina, attorno a 0,75 bar assoluti (l’equivalente di 2.400 metri di quota): la pressione relativa della gomma cresce di circa 0,25 bar, quindi non scoppia niente. Diverse compagnie chiedono comunque uno sgonfiaggio parziale nelle condizioni sul bagaglio sportivo, clausola da verificare prima di partire. Il motivo pratico resta valido: a 1,5 bar la gomma assorbe gli urti della sacca al posto del cerchio.

Errori che costano una valvola o un cerchio

  • Premere lo stelo Presta di lato o con una pinza: si piega e si rompe alla base, dove non si ripara.
  • Usare un cacciavite a taglio sulla Schrader: lo spillo si piega e la valvola non chiude più.
  • Azzerare un tubeless per togliere mezzo bar: stallona, e serve il compressore per rimediare.
  • Smontare il copertone prima di aver svuotato del tutto: la camera si pizzica sotto la leva, come ricorda anche Park Tool.

Gli attrezzi sono pochi: uno smontavalvole, due leve in plastica, un manometro affidabile e una pompa con testina compatibile (come scegliere la pompa per bici).

Domande frequenti

Come si sgonfia velocemente una gomma con valvola Presta?

Si toglie il cappuccio, si svita la ghiera zigrinata fino a fine corsa e si preme lo stelo dritto verso il basso finché il sibilo non si ferma. Per uno svuotamento istantaneo si può svitare il nucleo con lo smontavalvole, ma solo quando l’obiettivo è azzerare la pressione.

Si può sgonfiare del tutto una gomma tubeless?

Sì, ma solo quando serve, per esempio per smontare il copertone o rabboccare il sigillante. A pressione nulla il tallone tende a lasciare la sede sul cerchio e per rimetterlo occorre spesso un compressore. Per una semplice correzione si tolgono decimi di bar senza scendere sotto la soglia di tallonamento.

Quanta aria lasciare nelle gomme durante il rimessaggio invernale?

Circa metà della pressione d’esercizio: da 3 a 4 bar su una bici da corsa, da 1 a 1,5 bar su una mountain bike. Lasciarle piatte fa piegare il fianco nel punto di appoggio e fa gravare il peso del cerchio sul tallone, con deformazioni permanenti.

Perché il sigillante schizza fuori quando premo la valvola?

Perché la valvola si trova nella parte bassa della ruota, dove il liquido si raccoglie per gravità. Prima di premere va portata a ore 12: in quella posizione il condotto è libero ed esce solo aria.

Bisogna sgonfiare le gomme per portare la bici in aereo?

Non per motivi di pressione: la stiva è pressurizzata attorno a 0,75 bar assoluti e la gomma non scoppia. Diverse compagnie lo chiedono comunque nelle condizioni del bagaglio sportivo, quindi va verificato caso per caso. Sul piano pratico conviene scendere attorno a 1,5 bar.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

Appassionata di ciclismo su strada e mountain bike, scrivo articoli sul ciclismo (notizie, allenamento, attrezzature, consigli e opinioni) per i nostri lettori. Sono anche una fotografa in erba e ogni volta che esco in bici, cerco di catturare i migliori scatti... con la macchina fotografica.

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