Scopri l’incredibile Alto de l’Angliru: la sfida epica della Vuelta a España tra adrenalina e ammirazione!
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L’Alto de l’Angliru, comunemente noto semplicemente come ‘l’Angliru’, è sinonimo di paura e sfida per i ciclisti. Questo iconico passo montano, situato nella regione delle Asturie in Spagna, è unanimemente considerato la salita più ardua del Paese.
Con una lunghezza complessiva di 12,4 km e una pendenza media del 9,7%, è la seconda metà della tortuosa strada che conferisce notorietà a questa salita. Qui, il tracciato si snoda accanto a ripide pareti rocciose, regalando viste spettacolari delle Asturie, senza ostacoli da parte di alberi. Vari cartelli lungo il percorso avvertono i ciclisti amatoriali riguardo all’inclinazione di ciascun tratto.
A soli 3 km dalla cima, i gradienti superano il 20%, con un punto che raggiunge addirittura il 23%. Da qui il soprannome di Cueña les Cabres, ovvero “passo delle capre”, in onore degli animali da fattoria che un tempo popolavano il sentiero di ghiaia originale.
Storia alla Vuelta
Fino al 1997, l’intera lunghezza della strada dell’Angliru non era asfaltata, mentre nel 1999 la Cueña les Cabres fu pavimentata appositamente per la Vuelta a España. Da allora, l’Angliru ha fatto parte del percorso della corsa nove volte, con il 2025 che segnerà la decima presenza.
Il ciclista spagnolo José María Jiménez (Banesto) è diventato il primo a conquistare questa salita, durante l’ottava tappa della Vuelta nel 1999, anno in cui si aggiudicò anche la classifica montagna per la terza volta. L’italiano Gilberto Simoni (Lampre-Daikin) prevalse nella tappa di montagna l’anno seguente. Dopo un anno di assenza, l’Angliru tornò alla 15ª tappa nel 2002, vinta dallo spagnolo Roberto Heras (US Postal Service).
Solo un ciclista ha conquistato l’Angliru due volte alla Vuelta: Alberto Contador, che vinse nel 2008 con Astana e nel 2017 con Trek-Segafredo. Altri atleti che hanno trionfato in occasione delle altre quattro apparizioni includono il neerlandese Wout Poels (Bahrain Victorious) nel 2011, il francese Kenny Elissonde (FDJ) nel 2013, l’inglese Hugh Carthy (EF Pro) nel 2020 e, infine, il recentissimo successo di Primož Roglič (Jumbo-Visma) nel 2023.
La salita
I primi sei chilometri presentano pendenze relativamente dolci, tra il 5% e il 7%, e conducono a un tratto di un chilometro quasi pianeggiante, che porta a una zona ricreativa chiamata Viapará.
La seconda metà della salita non ha vie alternative, rappresentando l’unico accesso alla vetta. Qui inizia la vera sfida, con la strada che si fa più ripida, raggiungendo inclinazioni del 13% e 15% nel chilometro successivo.
Varie sezioni hanno nomi specifici: Llagos (14,5%), Les Picones (20%), Cobayos (21,5%) e il sorprendente Cueña les Cabres (23,5%). Lungo il percorso, diverse indicazioni segnalano le pendenze, per chi desidera tenerne traccia.
Tra i chilometri 7 e 9.5, l’angolo rimane costante tra l’11% e il 12%, con una curva a destra marcata al chilometro 8.3. La pendenza sale al 15-17% quando si raggiunge Cueña les Cabres al chilometro 10.5, dove la pendenza arriva al 23.5% per circa 500 metri.
Una leggera riduzione al 12% al chilometro 11 offre un momento di respiro, ma subito dopo si incontra un’altra salita al 20% che si estende per alcuni metri. Quando la pendenza scende al 6%, la cima è a soli 500 metri di distanza.
Vuelta 2025
Nella Vuelta 2025, metà delle 21 tappe prevede arrivi in salita, con l’Angliru che si conferma la tappa clou il venerdì 5 settembre per la tappa 13. Tra le dieci apparizioni del traguardo in cima nella Grand Tour, è generalmente stata posizionata nella seconda settimana; solo due volte è stata la salita culminante della corsa, nel 2013 e nel 2020.
Quest’anno, la salita arricchisce il percorso di 202 km da Cabezón de la Sal, con un dislivello totale di 3.964 metri. Questo è il percorso più lungo dell’intera corsa tre-settimane.
Il due volte secondo classificato della Vuelta, Fernando Escartín, ha descritto l’Angliru come ‘temuto’ e ha commentato: “Affrontare La Cueña les Cabres dopo quasi 200 km sarà una prova cruciale per i corridori favoriti; chi avrà una giornata no potrà dire addio alla Vuelta”.
Seppur non raggiunga il punto più alto della Vuelta (che spetta alla tappa 20 con il Bola del Mudo a 2.251 metri sul livello del mare), l’Hors catégorie garantisce momenti di grande eroismo per i ciclisti che cercano realizzazioni di carriera, richiedendo tattiche complesse per i team che devono gestire i loro leader in classifica generale.
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