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La Giro Imperial II è la scarpa da strada di punta di Giro, arrivata sul mercato nella primavera 2025 a 429,95 euro di listino. Pesa 220 grammi dichiarati in taglia 43, monta una suola in fibra di carbonio unidirezionale forgiata riprogettata, doppia chiusura BOA Li2 con quadranti in lega e tomaia Synchwire in maglia piatta con strato in TPU termosaldato. Rispetto alla prima Imperial del 2019 cambiano suola, quadranti e costruzione della tomaia, mentre restano invariati il peso, la filosofia di calzata neutra e l’attacco a tre fori. È una scarpa che ha senso per chi macina ore al caldo e cerca ventilazione senza rinunciare alla rigidità, molto meno per chi possiede già la versione precedente in buono stato.
Cosa cambia rispetto alla prima Imperial
Le due generazioni si somigliano parecchio a colpo d’occhio: stesse feritoie traslucide sui fianchi, stessa silhouette bassa, stessi due quadranti in alluminio. Le differenze stanno nei componenti.
| Caratteristica | Imperial (2019) | Imperial II (2025) |
|---|---|---|
| Suola | Carbonio Easton EC90 SLX2 | Carbonio unidirezionale forgiato, riprogettato |
| Rigidità | Riferimento della gamma | +20 Nm dichiarati dal marchio |
| Chiusura | Doppio BOA IP1 | Doppio BOA Li2, quadranti in lega |
| Tomaia | Synchwire con rinforzi in TPU | Synchwire in maglia piatta con TPU termosaldato |
| Peso | Circa 224 g per scarpa (taglia 42.5) | 220 g dichiarati (taglia 43) |
| Taglie | 39-48, mezze misure dalla 42.5 alla 45.5 | 36-48 |
| Attacco tacchette | Tre fori | Tre fori |
| Prezzo | Fuori listino, spesso sotto i 250 euro nei negozi online | 429,95 euro di listino |
Il salto più concreto è la suola. Giro dichiara 20 Nm di rigidità torsionale in più a parità di peso, un incremento che si percepisce negli scatti fuori sella e nelle salite in forza, meno nel pedalare rilassato. Il secondo cambiamento riguarda i quadranti: i Li2 permettono di stringere e allentare a click in entrambe le direzioni, mentre gli IP1 della prima serie richiedevano di sollevare il quadrante per liberare completamente il cavo. Chi regola la calzata in corsa, magari perché il piede si gonfia dopo tre ore, apprezza la differenza.
La scheda completa è consultabile sulla pagina ufficiale Giro Italia.
Calzata: forma neutra, arco plantare basso
L’Imperial II ha una calzata che non prende posizioni forti. Il contrafforte del tallone sostiene senza stringere ed è tagliato basso, quindi non interferisce con il tendine d’Achille. L’avampiede sta su una larghezza media, senza le costrizioni tipiche delle scarpe da gara più affusolate. La tomaia in maglia piatta ha un margine di elasticità che aiuta ad adattarsi a piedi di volume diverso, cosa che le calzature con tomaia in microfibra rigida non offrono.
Il punto debole è il supporto plantare. Le solette in dotazione sono sottili e il profilo dell’arco è appena accennato, scelta che va bene ai piedi neutri e crea problemi a chi ha volta plantare alta o tende alla pronazione. La soluzione costa poco: le scarpe Giro rispettano bene la taglia dichiarata, quindi una soletta aftermarket entra senza costringere a cambiare misura.
Chiusura e ventilazione
I due quadranti BOA sono posizionati sul lato esterno della scarpa, leggermente più in basso rispetto alla prima Imperial, e i cavi si incrociano su una linguetta interna separata. Il risultato è una tenuta distribuita sui fianchi invece che sul collo del piede, come fanno invece Specialized e Fizik con il quadrante superiore. In cambio di una sensazione di avvolgimento leggermente meno marcata, questa soluzione usa meno tessuto e mantiene la struttura simmetrica e sottile.
La ventilazione arriva da una trama in TPU intrecciata in un unico pezzo che corre intorno all’avampiede. Il TPU, poliuretano termoplastico, è un materiale sintetico con caratteristiche intermedie tra gomma e plastica: qui serve a tenere insieme la maglia senza aggiungere pannelli. Nelle uscite estive sopra i 30 gradi la differenza rispetto a una tomaia chiusa è tangibile, ed è il motivo principale per cui questa scarpa viene scelta.
Dove rende e dove no
Su strada l’Imperial II fa il suo mestiere: suola rigida, piede fermo, nessun punto di pressione evidente nelle uscite lunghe. La combinazione di tomaia flessibile e piastra rigida sposta il compromesso verso il comfort, quindi chi cerca la trasmissione di potenza più diretta in assoluto troverà scarpe più strutturate, con tomaia meno cedevole, altrettanto valide sulle distanze brevi.
Fuori dall’asfalto i limiti sono due. Il primo è l’attacco a tre fori, che rende scomodo camminare e sconsigliabile ogni tratto a piedi su terreno tecnico. Il secondo è la pulizia: la maglia chiara trattiene polvere e terra e non torna bianca dopo qualche uscita su strade bianche. Chi mette in conto un uso misto fa bene a scegliere la colorazione nera.
Per confrontarla con il resto del mercato è utile partire dalla nostra guida alle migliori scarpe per bici da corsa, che mette a confronto fasce di prezzo e tipi di chiusura. La scelta della scarpa va poi abbinata al sistema di sgancio: le differenze tra Look Keo, Shimano SPD-SL e Speedplay sono spiegate nella guida ai pedali per bici da corsa.
Quanto costa e a chi conviene
A 429,95 euro di listino l’Imperial II sta nella fascia alta del mercato, allineata alle proposte di punta di Specialized, Fizik e Shimano. Non è un acquisto razionale per chi ha già la prima Imperial: le migliorie sono reali ma incrementali, e la versione 2019 resta una scarpa da gara competitiva che oggi si trova a meno di 250 euro. Ha invece senso in tre casi: chi sostituisce scarpe di fascia media ormai consumate, chi soffre il caldo e vuole la ventilazione migliore disponibile a listino, chi ha bisogno di regolare la calzata in movimento e apprezza i quadranti bidirezionali.
Chi vuole spendere meno può cercare la prima Imperial nelle taglie rimaste: stessa impostazione, suola Easton EC90 SLX2 e quadranti IP1, a circa metà prezzo.
Una tomaia così ventilata smette di essere un vantaggio sotto i dieci gradi: in quel caso servono copriscarpe adeguati oppure una seconda scarpa invernale.
Domande frequenti
Quanto pesano le Giro Imperial II?
Giro dichiara 220 grammi per scarpa in taglia 43. È lo stesso ordine di grandezza della prima Imperial, misurata da diverse recensioni intorno ai 224 grammi in taglia 42.5, con la differenza che la nuova suola è più rigida a parità di massa.
Che differenza c’è tra Giro Imperial e Imperial II?
Tre elementi. La suola passa dalla piastra Easton EC90 SLX2 a una nuova struttura in carbonio unidirezionale forgiato con 20 Nm di rigidità dichiarati in più. I quadranti passano da BOA IP1 a BOA Li2 bidirezionali con corpo in lega. La tomaia Synchwire viene ricostruita in maglia piatta con strato in TPU termosaldato. Peso, attacco a tre fori e impostazione della calzata restano gli stessi.
Le Giro Imperial II vestono nella propria taglia?
Sì, la corrispondenza con la taglia dichiarata è fedele e la gamma copre dalla 36 alla 48. Chi ha un piede largo o un arco plantare pronunciato dovrebbe considerare una soletta di ricambio più che una misura in più, perché il volume interno è regolare ma il supporto plantare di serie è minimo.
Che tacchette servono per le Giro Imperial II?
Serve il classico attacco a tre fori, quindi tacchette Look Keo, Shimano SPD-SL, Time Xpro o Wahoo Speedplay con adattatore. Non è possibile montare tacchette a due fori tipo SPD senza adattatori dedicati.
Vanno bene per il gravel?
Solo per percorsi in cui non si scende dalla bici. La suola in carbonio con attacco a tre fori non ha battistrada e rende instabile ogni tratto a piedi. Per le gare su sterrato dove sono previsti tratti di corsa o portage restano più sensate le scarpe con attacco a due fori e suola con tasselli.
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