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Nastro manubrio bici da corsa: come scegliere il migliore

Luca Sarletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 9 min
Nastro manubrio bici da corsa: come scegliere il migliore
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Per scegliere il nastro manubrio di una bici da corsa parti da tre cose: materiale, spessore e presenza di un sottonastro in gel. Il sughero costa poco ed è morbido ma dura meno; il gel unito all’EVA assorbe le vibrazioni ed è la scelta più comoda sulle lunghe distanze; il silicone tacky tipo Supacaz o Lizard Skins DSP tiene il grip anche con le mani sudate o sotto la pioggia; il microtex di Prologo, Fizik e Deda dura di più e dà sensazioni dirette con un look racing; la pelle di Brooks è per chi cerca estetica classica e durata. Spessore sottile (sotto i 2,5 mm) per il feedback preciso, spessore maggiore o gel sotto il nastro se percorri fondi sconnessi o soffri di intorpidimento alle mani. Sotto trovi la tabella per confrontare i materiali e le schede dei modelli più diffusi in Italia.

Come scegliere il nastro manubrio per bici da corsa

Il nastro manubrio è il punto di contatto diretto tra le mani e la bici. Incide sulla trasmissione delle vibrazioni, sul grip quando sudi, sulla durata e sulla manutenzione. Tre parametri contano più degli altri.

Materiale e grip

L’EVA costa poco ed è leggero ma perde presa quando le mani sono bagnate. Il gel, spesso abbinato all’EVA o venduto come sottonastro separato, assorbe le vibrazioni e resta comodo sulle uscite lunghe. Il silicone con superficie tacky, la tecnologia dietro al Supacaz Super Sticky Kush e al Lizard Skins DSP, offre il grip migliore su sudore e pioggia. Il microtex ha una finitura più asciutta e sottile, tiene bene anche bagnato e dura a lungo. La pelle, tipica dei nastri Brooks, richiede rodaggio ma resiste per anni.

Spessore e comfort

Un nastro sottile trasmette più sensazioni dal manubrio ed è preferito da chi corre in pianura o cerca controllo preciso. Uno spessore maggiore, o un sottonastro in gel aggiunto sotto la fascia, filtra le vibrazioni dell’asfalto rovinato e riduce l’affaticamento delle mani nelle uscite oltre le due ore. Se le mani ti si addormentano, lo spessore è il primo parametro su cui intervenire.

Colori e finitura

Il nastro è anche un elemento estetico. I colori vanno dal nero e bianco classici a rosso, blu, grigio e alle sfumature come lo star fade. Il colore non cambia il prezzo, ma il bianco e le tinte chiare sporcano prima e richiedono più pulizia. Verifica la disponibilità del colore prima di ordinare, perché non tutte le varianti restano sempre a magazzino.

Confronto tra i materiali del nastro manubrio

MaterialeComfortGrip bagnatoDurataPrezzo indicativoQuando sceglierlo
Sughero (cork)BuonoDiscretoMedia12-18 €Look classico, budget contenuto, mani sensibili
Gel + EVAAltoBuonoMedia18-28 €Uscite lunghe, fondi sconnessi, comfort massimo
Silicone tacky (Sticky / DSP)Medio-altoOttimo12-18 mesi20-28 €Sudore, pioggia, grip prima di tutto
MicrotexMedioBuonoAlta18-30 €Look racing, sensazioni dirette, lunga durata
Pelle (Brooks)Medio, migliora col tempoScarso da nuovoMolto alta30-45 €Bici classiche e vintage, estetica

Supacaz Super Sticky Kush

È il nastro più discusso tra gli appassionati di strada. Supacaz è un marchio californiano che ha costruito la propria reputazione proprio su questo prodotto. Il Super Sticky Kush unisce uno strato in gel a una superficie esterna tacky che tiene il grip anche con sudore intenso. Spessore 3,0 mm, lunghezza 2 × 180 cm, peso attorno ai 54 g a confezione, tappi coordinati inclusi. Colori disponibili: nero, bianco, rosso, blu, grigio, rosa e le sfumature Star Fade.

Il nero resta la versione più venduta perché si abbina a tutto. Le tinte chiare e lo Star Fade costano qualche euro in più e si notano di più nelle uscite in gruppo. In Italia il prezzo va dai 20 ai 28 euro a confezione secondo il rivenditore e le offerte del periodo.

Il limite reale: con l’uso intenso la superficie esterna perde progressivamente presa nelle zone di contatto più frequenti. Non è un difetto di qualità, è usura fisiologica, e porta a sostituire il nastro dopo 12-18 mesi di uso regolare.

Prologo Plaintouch

Prologo è un marchio italiano noto soprattutto per le selle, ma i suoi nastri hanno conquistato spazio tra i ciclisti esigenti. Il Plaintouch usa un microtex dal grip preciso e una finitura piano che lo distingue dai nastri più gommosi. Al tatto il materiale è diverso dai nastri in gel o EVA e dura a lungo mantenendo il grip costante. La versione ultra è più sottile e leggera, pensata per chi cerca sensazioni dirette e un setup racing, e si abbina bene ai manubri in carbonio.

Disponibile in nero, bianco, grigio, rosso e varianti stagionali. Il prezzo va dai 22 ai 30 euro secondo colore e rivenditore. Peso attorno ai 60 g a confezione, tappi inclusi.

Deda Elementi e Fizik: qualità italiana a buon prezzo

Deda Elementi è un marchio italiano storico dei componenti per bici da corsa. I suoi nastri costano meno di Supacaz e Prologo, in genere tra i 15 e i 20 euro, e sono una scelta sensata per chi vuole qualità senza spendere troppo. La gamma va dal classico sughero alle versioni in gel, nei colori nero, bianco e rosso. Chi assembla la bici con componenti coordinati spesso sceglie nastro, manubrio e attacco dello stesso produttore.

Anche Fizik, marchio veneto, produce nastri apprezzati per la resa estetica e per un grip adeguato all’uso su strada, con prezzi nella fascia media, indicativamente tra i 18 e i 25 euro. Le sue linee Vento e Terra coprono rispettivamente l’uso racing e quello gravel.

Lizard Skins DSP e Brooks: grip estremo o pelle classica

Lizard Skins è un marchio statunitense noto per la tecnologia DSP, sigla di Dual Sided Performance. Il grip è multidirezionale e rende bene con sudore o pioggia, con prezzi vicini a quelli del Supacaz, tra i 22 e i 28 euro. Esiste in vari spessori, dal sottile 1,8 mm al più imbottito 3,2 mm.

Sul fronte opposto, Brooks propone nastri in pelle abbinati alle sue selle classiche. Costano di più, tra i 30 e i 45 euro, chiedono un breve rodaggio e non danno il massimo del grip da nuovi, ma resistono per anni e sono la scelta di chi punta a un’estetica vintage coerente con tutta la bici. Per un’alternativa economica, la linea Van Rysel di Decathlon offre nastri in gel e microtex a pochi euro, utili come primo cambio o per chi parte da zero.

Nastro per gravel: cosa cambia rispetto alla strada

Se usi la bici anche su strade bianche o percorsi gravel, conviene un nastro più spesso o un sottonastro in gel, per assorbire meglio le vibrazioni dello sterrato che sulle lunghe distanze affaticano le mani. Supacaz e Fizik hanno linee pensate anche per il gravel; il Prologo Plaintouch ultra resta invece più adatto alla strada pura. Tra versione strada e gravel dello stesso nastro il prezzo cambia poco.

Come si avvolge il nastro manubrio

L’avvolgimento parte dal basso del manubrio e sale verso l’attacco, con una sovrapposizione regolare del 30-40% a ogni giro e senza tirare troppo per non assottigliare la fascia nelle curve. I tappi finali chiudono le estremità e bloccano il nastro. Non serve alcun utensile particolare e con un po’ di pratica si completa in una decina di minuti per lato. Se vuoi evitare gli errori più comuni nella scelta e nel montaggio del cockpit, leggi la guida sui 7 errori da evitare nella scelta del manubrio. Per un approfondimento tecnico sulle tipologie di nastro puoi consultare la guida di BikeRadar sui migliori nastri manubrio.

Dove acquistare il nastro manubrio in Italia

I nastri di qualità si trovano nei negozi specializzati di ciclismo e negli shop online, dove capita più spesso di intercettare offerte rispetto al prezzo di listino. Prima di ordinare controlla la disponibilità del colore che vuoi, perché non tutte le varianti restano in stock. Le recensioni degli acquirenti aiutano a valutare la resa reale prima di comprare.

Domande frequenti sul nastro manubrio per bici da corsa

Ogni quanto va cambiato il nastro manubrio?

Cambia il nastro quando il grip cala in modo sensibile, quando compaiono usure visibili nelle zone di presa o quando l’estetica non è più all’altezza della bici. Un nastro di qualità dura tra i 12 e i 24 mesi con uso regolare. La sostituzione costa poco e non conviene rimandarla, perché un nastro liscio riduce il controllo in discesa.

Qual è il nastro manubrio con il miglior grip in condizioni di sudore?

I nastri con superficie tacky in silicone sono i più efficaci quando le mani sudano: il Supacaz Super Sticky Kush, grazie al gel interno e alla superficie esterna appiccicosa, e il Lizard Skins DSP, con il suo grip multidirezionale. Entrambi si collocano tra i 20 e i 28 euro. Se corri spesso sotto la pioggia, valuta anche i tipi di manopole e presa, che completano il grip nelle giornate peggiori.

È meglio un nastro con o senza gel?

Dipende dall’uso. Con gel assorbe meglio le vibrazioni ed è più comodo nelle uscite lunghe e sui fondi sconnessi. Senza gel, come il microtex del Prologo Plaintouch, dà sensazioni più dirette e un look più asciutto e racing. Il prezzo dei due tipi è simile: la scelta dipende dallo stile di guida e dalle strade che percorri di solito. Se soffri di intorpidimento alle mani in bici, il gel o un sottonastro aggiuntivo fanno la differenza.

Come si applica il nastro manubrio in modo corretto?

Parti dal basso del manubrio e avvolgi verso l’alto con una sovrapposizione del 30-40% a ogni giro, tenendo una tensione costante senza strappi. I tappi finali chiudono le estremità e fissano il nastro. La manutenzione si riduce a un controllo periodico del fissaggio e dei tappi. Per la sostituzione non serve alcun utensile speciale.

Il nastro in versione sfumata Star Fade vale il prezzo più alto?

Solo se per te il look conta quanto le prestazioni. Lo Star Fade del Supacaz Super Sticky Kush ha le stesse caratteristiche tecniche delle versioni monocromatiche, con in più la sfumatura che passa da un colore all’altro lungo la fascia. Il sovrapprezzo rispetto al nero è di pochi euro. Sul piano di grip e durata non cambia nulla: paghi l’estetica.

Quale nastro scegliere per una bici classica o vintage?

Per una bici dall’estetica classica il nastro in pelle Brooks è la scelta coerente: costa di più e chiede un rodaggio, ma dura anni e invecchia bene. In alternativa il sughero nero o cuoio dà un richiamo tradizionale a un prezzo molto più basso. Su queste bici il grip estremo dei nastri tacky moderni conta meno dell’insieme visivo.

Trova il nastro giusto per te

Che tu cerchi il Supacaz per il grip su una bici racing, il Prologo Plaintouch per un look italiano asciutto, il Lizard Skins per lo sterrato o la pelle Brooks per una classica, il nastro adatto dipende dal tuo utilizzo più che dal prezzo. Parti dal materiale e dallo spessore giusti per le tue mani e le tue strade, poi scegli il colore. Il resto è questione di gusto.

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Luca Sarletti

Sono un appassionato di bici che ha praticato quasi tutti i tipi di ciclismo. Ama il vento tra i capelli, il sole sulle spalle e forse anche gli insetti tra i denti. No, sto scherzando su quest'ultimo punto. Non vado matto nemmeno per le ustioni da strada, ma riconosco che per avere il meglio bisogna fare qualche occasionale capitombolo. Sento che la mia bici è il mezzo su cui può rilassarmi, lasciare i problemi sulla strada, incontrare nuove persone, andare in posti nuovi e vivere una vita avventurosa. Sono pronto a condividere il viaggio con voi.

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Sono un appassionato di bici che ha praticato quasi tutti i tipi di ciclismo. Ama il vento tra i capelli, il sole sulle spalle e forse anche gli insetti tra i denti. No, sto scherzando su quest'ultimo punto. Non vado matto nemmeno per le ustioni da strada, ma riconosco che per avere il meglio bisogna fare qualche occasionale capitombolo. Sento che la mia bici è il mezzo su cui può rilassarmi, lasciare i problemi sulla strada, incontrare nuove persone, andare in posti nuovi e vivere una vita avventurosa. Sono pronto a condividere il viaggio con voi.

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