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Migliori luci per bici: come scegliere tra lumen e lux

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 11 min
Migliori luci per bici: come scegliere tra lumen e lux
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Per la maggior parte dei ciclisti la luce anteriore giusta è un modello con fascio tagliato tra 50 e 100 lux (o 300-600 lumen se il produttore dichiara i lumen), abbinato a una posteriore rossa fissa da 20-50 lumen: in città bastano i valori bassi della forbice, su strade extraurbane senza illuminazione servono quelli alti. In Italia l’articolo 68 del Codice della Strada impone luce bianca o gialla davanti, luce rossa e catadiottro rosso dietro, catadiottri gialli sui pedali e sui lati; l’articolo 152 stabilisce quando accenderle, cioè da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, nelle gallerie e in ogni condizione di scarsa visibilità. Chi circola senza rischia una sanzione da 26 a 102 euro.

Il resto della scelta si gioca su tre parametri che i produttori raccontano male: la forma del fascio, l’autonomia alla potenza che userai davvero e la resistenza all’acqua. Qui sotto trovi come leggerli, un confronto di modelli venduti in Italia e le regole di montaggio che fanno la differenza.

Cosa impone la legge italiana

Il testo di riferimento è l’art. 68 del Codice della Strada, che elenca i dispositivi di equipaggiamento obbligatori del velocipede:

  • Anteriormente: luci bianche o gialle.
  • Posteriormente: luci rosse e catadiottri rossi.
  • Sui pedali: catadiottri gialli.
  • Sui lati: catadiottri gialli (tipicamente sui raggi o sui fianchi degli pneumatici).

Il comma 6 dello stesso articolo prevede per chi circola senza questi dispositivi, o con dispositivi non conformi, la sanzione amministrativa da 26 a 102 euro. Non esistono importi diversi introdotti da riforme recenti: chiunque citi multe da centinaia di euro per le sole luci sta confondendo l’art. 68 con altre violazioni.

L’obbligo di accensione arriva invece dall’art. 152 CdS: da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima del sorgere del sole, di giorno nelle gallerie, e con nebbia, neve, pioggia intensa o altre situazioni di visibilità ridotta. Fuori da queste condizioni la luce non è obbligatoria, ma resta la scelta più sensata su strade trafficate.

Due precisazioni ricorrenti. La prima riguarda il lampeggio: il Codice parla di luci, e la lettura corrente è che il dispositivo obbligatorio debba essere fisso, mentre un lampeggiante può essere aggiunto ma non sostituirlo. Il tema è approfondito in luci lampeggianti sulla bici: cosa dice la norma. La seconda riguarda i catadiottri: sono obbligatori sempre, anche quando le luci elettriche funzionano, e sono la parte dell’equipaggiamento che più spesso manca sulle bici usate. Per il quadro completo degli accessori richiesti, vedi le attrezzature obbligatorie per pedalare in città.

Il gilet ad alta visibilità segue regole a parte e non sostituisce le luci: le condizioni in cui è richiesto sono spiegate in gilet catarifrangente in bici: obblighi e sanzioni.

Lumen o lux: quale numero guardare

I due valori misurano cose diverse e questo spiega perché una luce da 800 lumen può illuminare peggio di una da 100 lux.

  • Lumen: flusso luminoso totale emesso dalla sorgente, in tutte le direzioni. Dice quanta luce esce, non dove finisce.
  • Lux: illuminamento su una superficie, cioè quanta di quella luce arriva effettivamente sull’asfalto davanti alla ruota.

Una lampada con ottica scadente disperde metà del flusso verso il cielo e verso gli occhi di chi arriva in senso opposto. Una con ottica a taglio netto concentra lo stesso flusso sulla strada, con meno lumen dichiarati e più luce utile. Per questo i marchi tedeschi (Busch+Müller, Sigma) dichiarano i lux, mentre quelli anglosassoni e asiatici (Lezyne, Cateye, Knog, RockBros) dichiarano i lumen.

Il fascio StVZO e perché conta anche in Italia

La StVZO è la normativa tedesca sull’omologazione dei veicoli. Impone ai fari per bici un taglio superiore del fascio (niente luce sopra l’orizzonte, quindi niente abbagliamento), luce bianca non lampeggiante e un minimo di 10 lux di illuminamento. I prodotti conformi portano il marchio K seguito da un numero di omologazione.

In Italia la conformità StVZO non è obbligatoria: l’art. 68 non richiede omologazioni specifiche per il faro. È però il criterio più affidabile per riconoscere un’ottica progettata seriamente. Un faro con taglio netto illumina più lontano a parità di batteria, non acceca i pedoni e non ti fa perdere adattamento visivo quando incroci un altro ciclista.

Quanti lux o lumen servono davvero

UsoAnteriore consigliataPerché
Città illuminata, tragitto casa-lavoro30-60 lux oppure 150-300 lumenServe farsi vedere più che vedere: l’asfalto è già illuminato
Strade extraurbane senza lampioni80-150 lux oppure 500-800 lumenDevi leggere buche e ghiaia a 30-40 metri
Sterrato e MTB notturna800-1500 lumen, fascio largoServe ampiezza laterale in curva, non portata
Posteriore, qualsiasi uso20-50 lumen rossi fissiOltre i 50 lumen si abbaglia chi segue in gruppo

Salire di potenza oltre queste soglie ha un costo doppio: batteria che si scarica in fretta e rischio concreto di abbagliare. Su una MTB da 1500 lumen l’autonomia alla massima potenza scende quasi sempre sotto le due ore.

Autonomia: leggere il dato dichiarato senza restare a piedi

I produttori dichiarano quasi sempre l’autonomia complessiva, sommando le modalità a bassa potenza, oppure la durata nella modalità più risparmiosa. Il numero che conta è un altro: quanto dura alla potenza che userai per l’intero tragitto.

Esempio concreto sul modello più diffuso della fascia media. La Lezyne Hecto Drive 500XL dichiara 500 lumen di picco e fino a 20 ore di autonomia complessiva su otto modalità, con una batteria da 650 mAh e 84 grammi di peso. Le 20 ore si ottengono nella modalità meno potente: alla massima potenza la stessa batteria regge una frazione di quel tempo. È il comportamento normale di qualsiasi luce a LED, non un difetto del prodotto.

Tre regole pratiche per non sbagliare:

  • Calcola il tuo tragitto peggiore (andata e ritorno, in inverno, tutto al buio) e cerca almeno il doppio di autonomia nella modalità che userai.
  • Al freddo le celle al litio perdono capacità: sotto i 5 gradi conta su una riduzione sensibile rispetto al dato di targa.
  • Preferisci le luci con indicatore di carica a più livelli o percentuale. Il LED rosso singolo che si accende a batteria quasi scarica arriva sempre troppo tardi.

Batteria o dinamo

La dinamo nel mozzo elimina il problema della ricarica e alimenta faro e fanalino finché le ruote girano; costa di più e va montata su una ruota costruita apposta, quindi ha senso su bici da città e da viaggio usate tutto l’anno. La batteria ricaricabile via USB-C costa meno, si sposta tra più bici e si stacca quando lasci la bici in strada. Per un uso stagionale o sportivo la batteria resta la scelta più razionale.

Confronto tra fasci di luce di diverse luci per bici

Luci diurne: quando servono davvero

Le luci diurne per bici sono modelli o modalità pensati per essere visibili con il sole, di solito con impulsi brevi e ad alta intensità. Non sostituiscono l’impianto richiesto dall’art. 68 e in condizioni di piena visibilità non sono obbligatorie.

Hanno senso in due situazioni: sulle strade extraurbane a scorrimento veloce, dove un ciclista controsole diventa difficile da individuare, e nelle giornate di pioggia o foschia, dove per l’art. 152 la luce è comunque dovuta. In quel caso la modalità corretta è quella fissa, con l’eventuale lampeggio come aggiunta. Un fanalino posteriore diurno efficace lavora sui 30-60 lumen: sotto quella soglia sparisce nella luce ambientale.

Confronto: modelli venduti in Italia

Dati dichiarati dai produttori. I prezzi sono indicativi al 2026 e variano molto tra set (faro più fanalino) e singolo pezzo.

ModelloTipo di datoOutput dichiaratoImpermeabilitàPrezzo indicativoPer chi
Sigma Aura 100Lux (StVZO, marchio K)100 luxIPX445-60 € (set)Città e extraurbano, fascio a taglio netto
Busch+Müller Ixon RockLux (StVZO, marchio K)100 luxResistente agli spruzzi90-120 €Pendolarismo intensivo, ottica di riferimento
Lezyne Hecto Drive 500XLLumen500 lumen, fino a 20 h complessive, 84 gIPX740-55 €Uso misto, corpo in alluminio, ricarica USB integrata
Cateye AMPP 500Lumen500 lumenIPX445-60 €Città e strada, staffa robusta
Knog Blinder 600Lumen600 lumenIP6770-90 €Chi cerca compattezza e tenuta all’acqua elevata
Bontrager Ion 200 RTLumen200 lumenIPX740-55 €Solo città, ottimo come luce di posizione diurna

Sotto i 30 euro il mercato è occupato da Decathlon con le sue linee di faretti a batteria e da marchi generalisti come RockBros, molto presenti online. Sono soluzioni corrette per farsi vedere in città e per avere una scorta nello zaino, ma il salto di qualità su ottica, tenuta della staffa e gestione della batteria si sente passando alla fascia dei 40-60 euro.

Anteriore con fascio a taglio netto

La scelta di default per chi pedala su strada tra altri utenti: illumina l’asfalto senza abbagliare, e con 100 lux copre anche i tratti senza lampioni.

Anteriore ad alto flusso per strade buie e sterrato

Se il tuo percorso è privo di illuminazione o esce dall’asfalto, il criterio cambia: serve ampiezza del fascio e una potenza di picco sopra i 500 lumen, accettando un’autonomia più breve.

Posteriore rossa fissa

È il dispositivo che riduce di più il rischio, perché il tamponamento è la dinamica più frequente negli incidenti serali. Cerca 20-50 lumen, attacco al reggisella o al portapacchi e una staffa che non ruoti alle vibrazioni.

Catadiottri di ricambio

Costano pochi euro e sono la voce dell’art. 68 che manca più spesso: rosso dietro, gialli sui pedali, gialli sui lati.

Ciclista controlla le luci della bici in città al tramonto

Montaggio e manutenzione

Il montaggio incide sulla resa quanto la scelta del modello. Un faro puntato troppo in alto abbaglia e lascia buio il primo tratto di strada; uno puntato troppo in basso illumina la ruota anteriore.

  • Puntamento del faro: il centro del fascio deve cadere sull’asfalto a circa 10 metri davanti alla ruota. Con un faro a taglio netto, la linea di separazione tra luce e buio va tenuta appena sotto l’altezza degli occhi di chi arriva in senso opposto.
  • Posizione del fanalino: sul reggisella o sul portapacchi, con la lente perpendicolare alla strada. Una borsa da sella che copre anche solo in parte il fanalino ne annulla la visibilità laterale.
  • Staffa: gli anelli in silicone reggono bene sull’asfalto, meno su pavé e sterrato. Per l’uso invernale o fuoristrada preferisci una staffa rigida con vite.
  • Manutenzione: pulisci la lente dopo le uscite con pioggia, perché il velo di sporco riduce il flusso in modo evidente; controlla che la guarnizione della porta USB sia chiusa prima di partire, dato che è il punto in cui entra l’acqua nel 90% dei casi.
  • Ricovero invernale: se non usi la luce per settimane, conservala carica a metà anziché scarica. Le abitudini di controllo stagionale sono raccolte in manutenzione della bici in inverno.

Ciclista monta la luce posteriore sul reggisella

Domande frequenti

Quali luci servono per l’uso urbano?

In città basta un’anteriore da 30-60 lux (oppure 150-300 lumen) e una posteriore rossa fissa da 20-50 lumen. L’asfalto è già illuminato dai lampioni, quindi la priorità è farsi vedere agli incroci, non illuminare a distanza. Modelli come Sigma Aura 100, Bontrager Ion 200 RT o Cateye AMPP 500 coprono questo uso.

Le luci sono obbligatorie in Italia?

Sì. L’art. 68 del Codice della Strada impone luce bianca o gialla davanti, luce rossa e catadiottro rosso dietro, catadiottri gialli sui pedali e sui lati. L’art. 152 stabilisce quando vanno accese: da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, nelle gallerie e con nebbia, pioggia intensa o neve. La sanzione prevista dall’art. 68 va da 26 a 102 euro.

Meglio guardare i lumen o i lux?

I lux, quando il produttore li dichiara. I lumen misurano la luce totale emessa in tutte le direzioni, i lux misurano quanta luce arriva sull’asfalto. Un faro con ottica a taglio netto da 100 lux illumina la strada meglio di molti modelli da 800 lumen che disperdono flusso verso l’alto.

Un faro StVZO è obbligatorio in Italia?

No. La StVZO è la normativa tedesca e in Italia non è richiesta: l’art. 68 non prevede omologazioni specifiche per il faro. Resta però un buon indicatore di qualità, perché impone taglio antiabbagliamento, luce bianca non lampeggiante e almeno 10 lux di illuminamento.

Posso usare solo una luce lampeggiante?

No. Il dispositivo richiesto dall’art. 68 è una luce, e la lettura corrente della norma è che debba essere fissa. Un lampeggiante può essere aggiunto per aumentare la percezione a distanza, ma non sostituisce l’anteriore bianca o gialla e la posteriore rossa fisse.

Meglio batteria ricaricabile o dinamo?

La dinamo nel mozzo conviene a chi pedala tutto l’anno sulla stessa bici da città o da viaggio: nessuna ricarica, luce sempre disponibile, costo iniziale più alto e necessità di una ruota dedicata. La batteria USB costa meno, si sposta tra più bici e si stacca quando parcheggi in strada, al prezzo di dover gestire le ricariche.

Quanto durano davvero le luci a batteria?

L’autonomia dichiarata si riferisce quasi sempre alla modalità meno potente o alla somma di tutte le modalità. La Lezyne Hecto Drive 500XL, per esempio, dichiara fino a 20 ore complessive ma con una batteria da 650 mAh: alla massima potenza il tempo effettivo è molto inferiore. Calcola il tuo tragitto peggiore e cerca almeno il doppio di autonomia nella modalità che userai davvero.

Che differenza c’è tra fascio largo e fascio concentrato?

Il fascio largo illumina l’area laterale ed è quello giusto per MTB e sterrato, dove le curve strette arrivano in fretta. Il fascio concentrato spinge la luce lontano ed è più utile su strada, dove devi leggere l’asfalto a 30-40 metri. I fari a taglio netto uniscono le due esigenze distribuendo più luce in basso e più lontano, senza sprecare flusso verso il cielo.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

Appassionata di ciclismo su strada e mountain bike, scrivo articoli sul ciclismo (notizie, allenamento, attrezzature, consigli e opinioni) per i nostri lettori. Sono anche una fotografa in erba e ogni volta che esco in bici, cerco di catturare i migliori scatti... con la macchina fotografica.

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