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Cicloturismo in Danimarca: rotte nazionali, costi e vento

Martina Voletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 10 min
Cicloturismo in Danimarca: rotte nazionali, costi e vento
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Il cicloturismo in Danimarca si appoggia a 11 rotte ciclabili nazionali, numerate da 1 a 12 (il numero 11 non è assegnato), per oltre 4.000 km segnalati dentro una rete di più di 11.000 km. Il dislivello è quasi assente, il punto più alto del paese resta sotto i 171 metri, e la difficoltà vera non è la salita ma il vento: soffia in prevalenza da ovest e sudovest, quasi ogni giorno, e sulla costa del Mare del Nord non ha nulla che lo fermi. Dall’Italia si arriva a Copenhagen in due ore di volo con la bici imbarcata come bagaglio speciale, oppure in treno con almeno tre cambi. Una settimana in campeggio cucinando sta tra 350 e 500 euro, viaggio escluso; con ostelli e un pasto fuori al giorno si sale a 700-900 euro.

Come funziona la rete ciclabile danese

Le rotte nazionali si riconoscono dal numero bianco su quadrato rosso, dentro un cartello quadrato blu con il simbolo della bici. Le regionali usano numeri da 16 a 99 sullo stesso fondo, le locali da 100 a 999. Unica eccezione la Bornholm rundt, a fondo verde. La logica di numerazione aiuta: i numeri dispari corrono da nord a sud, i pari da est a ovest. Capito questo, orientarsi è semplice anche senza traccia GPX, perché la segnaletica è continua e i percorsi passano di preferenza su strade minori, sterrati forestali e piste dedicate. Dettagli sui cartelli e sulla rete su VisitDenmark.

Sul paese passano anche quattro itinerari EuroVelo: il 3 (Pilgrims Route), il 7 (Sun Route, di cui la Berlino-Copenhagen è la spina dorsale), il 10 (Baltic Sea) e il 12 (North Sea Cycle Route, circa 820 km di sviluppo danese).

Sei itinerari reali, con chilometri e giorni

Tutte le rotte in tabella esistono e sono segnalate sul terreno. I giorni presuppongono 60-80 km al giorno con le borse e margine per il vento.

RottaKmGiorniDifficoltàCosa si attraversa
N1 Vestkystruten
da Rudbøl a Skagen
5608-10Media, per il ventoDune del Mare del Nord, Ribe, parco nazionale del Wadden Sea, Grenen dove Skagerrak incontra il Kattegat
N3 Hærvejsruten
da Padborg a Skagen
4507-9Facile, media a trattiInterno dello Jutland, brughiere, tumuli preistorici, la vecchia via militare
N5 Østkystruten
da Skagen a Sønderborg
6509-12MediaCosta del Kattegat, Aarhus, fiordi orientali, Sønderjylland
N9
da Helsingør a Gedser
2904-6FacileZelanda orientale, Copenhagen, Falster; tratto danese della Berlino-Copenhagen (EuroVelo 7)
N10 Bornholm rundt
anello da Rønne
1053-5La più mossaScogliere granitiche, chiese rotonde, affumicatoi di aringhe
N12 Limfjordsruten
anello da Aalborg
6108-10FacilePerimetro del Limfjord, isole di Mors e Fur, traghetti brevi

Con una settimana sola le scelte sensate sono la N10 su Bornholm (tre o quattro giorni, più varietà per chilometro che nel resto del paese) o metà della N1 con rientro in treno. C’è anche la N8 Sydhavsruten, 360 km da Rudbøl a Møn, che chiude sulle falesie di Møns Klint.

Il vento: il fattore che sorprende chi ci va

Il vento dominante arriva da ovest e sudovest e sulla costa occidentale dello Jutland non incontra ostacoli: né rilievi, né boschi continui, né centri abitati fitti. Il limite di una giornata non è la pendenza, che non esiste, ma la parete d’aria. Pedalare a 18-20 km/h contro un vento da 25-30 km/h chiede una potenza paragonabile a una salita costante al 2 o 3 per cento, però senza discesa a seguire. Su un rettilineo di 40 km lungo le dune, tra vento in coda e vento contro possono passare due ore.

  • Scegliere il senso di marcia in base al vento, non alla cartina. La Vestkystruten è descritta ufficialmente da sud a nord, da Rudbøl a Skagen: con vento da sudovest lo si ha in coda o al fianco quasi sempre. Al contrario è un’altra vacanza.
  • Tagliare i chilometri sulla costa occidentale. Chi programma 100 km al giorno nell’interno può doverne fare 60 sul Mare del Nord.
  • Non prenotare tutti gli alloggi in anticipo. Potersi fermare 20 km prima è la vera assicurazione. Il carico va tenuto basso e simmetrico sul portapacchi: il sacco alto sul retro lavora come una vela.

La pioggia è meno drammatica della fama: circa 600 mm all’anno sulle isole orientali, fino a quasi 1.000 mm nello Jutland sudoccidentale, con aprile mese più asciutto e oltre metà delle precipitazioni annue concentrate tra luglio e novembre. Una giacca che tenga anche il vento serve comunque ogni giorno.

Come arrivarci dall’Italia con la bici

Aereo. Copenhagen (CPH) è collegata direttamente con Milano, Roma, Venezia e Bologna; Billund e Aalborg sono più comodi per lo Jutland ma richiedono quasi sempre uno scalo. La bici va smontata in scatola di cartone o in borsa da trasporto. Le due politiche estreme: Ryanair chiede un supplemento attrezzatura sportiva di circa 60 euro a tratta se aggiunto online alla prenotazione, intorno ai 75 in aeroporto, limite 30 kg; SAS conta la bici come uno dei bagagli da stiva già inclusi, fino a 23 kg fra bici e borsa, se registrata in anticipo. È la voce che cambia più spesso, va verificata prima di comprare il volo.

Treno. Nessun collegamento diretto: lo schema realistico è Italia verso Monaco, Monaco verso Amburgo, Amburgo verso Copenhagen. L’ultima tratta dal dicembre 2019 non usa più il traghetto di Puttgarden, passa via Flensburg, Odense e il collegamento fisso del Grande Belt in circa 4 ore e 40. Le bici viaggiano sui Talgo DSB e sui ComfortJet cechi con prenotazione obbligatoria e posti pochi, da aggiungere su int.bahn.de. Funziona solo accettando di bloccare tutto settimane prima.

Auto. Circa 1.800 km da Milano, due giorni di guida. Da sapere: né il ponte del Grande Belt né quello dell’Øresund si attraversano in bicicletta, il passaggio si fa in treno. In auto il Grande Belt è a pedaggio, oltre 30 euro a tratta.

Bici su treni e traghetti: regole e costi

Il trasporto bici permette di spezzare qualsiasi itinerario. Regole dal sito delle ferrovie danesi: sugli InterCity serve il biglietto bici con posto, 20 corone (circa 2,70 euro); sui regionali è gratis nei giorni lavorativi dalle 9 alle 15 e dalle 18 alle 6 e tutto il fine settimana, mentre nelle fasce di punta serve il posto prenotato; sull’S-tog di Copenhagen è sempre gratis. Sui traghetti si spende poco: sulla Rødby-Puttgarden di Scandlines il supplemento bici è 3 euro sopra il biglietto pedone, e le linee interne verso Ærø, Fur, Samsø o Mors chiedono pochi euro.

Quanto costa davvero una settimana

Valori indicativi 2026, a persona. La Danimarca è tra i paesi più cari dell’Unione europea secondo gli indici Eurostat sul livello dei prezzi, e si sente su ristoranti e alcolici molto più che sui trasporti.

VoceCosto indicativoNote
Campeggio, una persona con tenda12-20 € a notteQuota adulto più piazzola, meno fuori stagione
Shelter o naturlejrplads0-5 € a notteCirca 300 aree con shelter, molte gratuite
Ostello, letto in camerata30-45 € a notteDoppia in ostello 70-110 €
Hotel o B&B economico, doppia90-140 € a nottePiù caro a Copenhagen e in agosto
Spesa al supermercato8-14 € al giornoNetto, Rema 1000 e Lidl anche nei paesi piccoli
Cena al ristorante25-40 €La voce che fa saltare il preventivo
Bici su treno InterCity2,70 €Gratis sui regionali fuori punta e sull’S-tog
Supplemento bici su traghetto3-12 €3 € sulla Rødby-Puttgarden
Volo A/R con bici imbarcata150-350 €Il supplemento bici pesa da 0 a 120 € secondo la compagnia

Tre preventivi settimanali plausibili, viaggio escluso: 350-500 euro in campeggio e shelter cucinando, 700-900 euro alternando ostelli e un pasto fuori al giorno, 1.200-1.500 euro con hotel e ristorante sempre.

Dormire: campeggi, shelter e la regola dell’1-2-3

Il campeggio libero generico non è permesso, né in spiaggia né nei boschi. Ci sono però due alternative legali che rendono la Danimarca economica per chi porta la tenda. Le naturlejrpladser sono aree attrezzate in bosco o vicino alla costa, gratuite o a pagamento simbolico, un terzo con shelter in legno da cinque a otto posti, mappate su udinaturen.dk. La seconda è la regola dell’1-2-3, valida in 275 aree demaniali: una notte sola, massimo due tende vicine, tenda non oltre tre posti. Molte non sono raggiungibili in auto, quindi restano a chi arriva a piedi o in bici.

Confronto onesto con le alternative europee più vicine

  • Danubio, da Passau a Vienna, 330 km: si raggiunge in treno in una giornata, vento quasi irrilevante, servizi capillari, costi più bassi. Molto più affollato e paesaggisticamente monotono.
  • Lago di Costanza, 260 km ad anello: la più vicina in assoluto, adatta a un primo viaggio con le borse. Nessun mare e traffico turistico intenso in estate.
  • Paesi Bassi e Fiandre: stessa pianura e stesso vento, segnaletica altrettanto buona, trasporti più economici. Densità abitativa alta, meno spazio aperto.
  • Italia: per costi e logistica non c’è confronto e le ciclovie italiane sono migliorate molto; il cicloturismo in Toscana però è un viaggio di salite, non di pianura.

La Danimarca vince su mare, strade secondarie vuote e libertà di dormire in tenda quasi gratis. Perde su distanza, costo della vita e vento. Il pareggio si fa viaggiando in tenda, perché il risparmio sull’alloggio compensa il resto.

Che bici e cosa portare

Il fondo è quasi tutto asfaltato o sterrato compatto, quindi la mountain bike non serve. Una bici da touring o una gravel con pneumatici da 35 a 45 mm, portapacchi posteriore e attacchi per le borse copre l’intera rete nazionale. Quello che cambia il viaggio: borse laterali impermeabili con chiusura a rullo, giacca antivento, luci sempre installate, guanti lunghi anche in luglio e un rapporto agile, perché contro vento serve come in salita.

Sul codice della strada: il casco non è obbligatorio per legge, le luci nelle ore di buio sì, bianca davanti e rossa dietro, con catarifrangenti e campanello. I segnali di svolta con la mano sono regola, non cortesia. Le multe indicative per luci mancanti, rosso o telefono in sella stanno intorno alle 1.000 corone, circa 135 euro.

Quando andare

La finestra utile va da maggio a settembre. Maggio e giugno uniscono giorni lunghissimi, poche piogge e campeggi vuoti, con temperature che obbligano al guscio. Luglio e agosto hanno il clima migliore ma prezzi alti e traghetti pieni, con le linee per Bornholm e le isole del sud che si esauriscono. Settembre resta praticabile, con luce che cala in fretta. Aprile è il mese più asciutto, ma freddo e con giornate ancora corte.

Domande frequenti

Quante sono le piste ciclabili nazionali in Danimarca?

Sono 11 rotte nazionali, numerate da 1 a 12 perché il numero 11 non viene assegnato, per oltre 4.000 km. Con le regionali (16-99) e le locali (100-999) la rete segnalata supera gli 11.000 km. I numeri dispari corrono da nord a sud, i pari da est a ovest.

Qual è il periodo migliore per il cicloturismo in Danimarca?

Da maggio a settembre, con maggio e giugno come miglior compromesso fra giorni lunghi, poche piogge e prezzi contenuti. Il mese statisticamente più asciutto è aprile, mentre oltre metà delle precipitazioni annue cade tra luglio e novembre: da circa 600 mm all’anno sulle isole orientali a quasi 1.000 mm nello Jutland sudoccidentale.

Si può portare la bici sui treni danesi?

Sì. Sugli InterCity serve un biglietto bici con posto da 20 corone, circa 2,70 euro. Sui regionali la bici viaggia gratis nei giorni lavorativi dalle 9 alle 15 e dalle 18 alle 6 e tutto il fine settimana, mentre nelle ore di punta serve il posto prenotato. Sull’S-tog di Copenhagen è sempre gratis. I ponti del Grande Belt e dell’Øresund non si attraversano in bici: si passa in treno.

Quanto costa una settimana di cicloturismo in Danimarca?

Viaggio escluso, tra 350 e 500 euro dormendo in campeggio e negli shelter e cucinando, tra 700 e 900 euro alternando ostelli e un pasto al ristorante al giorno, tra 1.200 e 1.500 euro con hotel e ristorante sempre. Il volo andata e ritorno con bici imbarcata aggiunge in genere da 150 a 350 euro.

Come è stata scritta questa guida

Numerazione e chilometraggi delle rotte vengono dalle schede ufficiali delle rotte ciclabili nazionali danesi e da VisitDenmark, regole e prezzi del trasporto bici da DSB, shelter e regola dell’1-2-3 da udinaturen.dk. I costi di alloggio e volo sono stime di ordine di grandezza per la stagione 2026, da verificare al momento della prenotazione. Nessun itinerario e nessun numero di rotta è stato inserito senza riscontro su fonte ufficiale.

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Una donna sorridente con capelli castani e occhi azzurri, rappresentando il brand Bici che Amore, specializzato in biciclette e accessori per cycling lovers, in un contesto urbano.
Martina Voletti

Appassionata di ciclismo su strada e mountain bike, scrivo articoli sul ciclismo (notizie, allenamento, attrezzature, consigli e opinioni) per i nostri lettori. Sono anche una fotografa in erba e ogni volta che esco in bici, cerco di catturare i migliori scatti... con la macchina fotografica.

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Martina Voletti

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