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Bikepacking: come iniziare senza sbagliare borse e carico

Luca Sarletti
Redazione
VerificatoAggiornato · Agosto 2026 · 7 min
Bikepacking: come iniziare senza sbagliare borse e carico
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Il bikepacking è cicloturismo senza portapacchi: le borse si legano al telaio, al manubrio e sotto la sella, e la bici resta stretta, leggera e capace di passare sullo sterrato. È il modo più economico di partire, perché nella maggior parte dei casi la bici che hai già va bene e serve solo comprare le borse. Il vincolo è il volume: fra manubrio, telaio e sella si arriva a 25 o 40 litri, che è la metà di quanto porta un set di borse tradizionali. Qui trovi cosa serve davvero, quanto costa cominciare, come si distribuisce il peso e i tre errori che rovinano il primo viaggio.

Bikepacking o cicloturismo classico

Non sono due mode dello stesso sport, sono due soluzioni a problemi diversi.

BikepackingCicloturismo con portapacchi
FissaggioCinghie e velcro sul telaioPortapacchi avvitato agli attacchi
Volume tipico25 a 40 litri60 a 90 litri
Bici richiestaQuasi qualunque, anche senza attacchiServono gli attacchi per il portapacchi
TerrenoSterrato, single track, stradaSoprattutto asfalto e strade bianche
Accesso alle coseScomodo, bisogna aprire i rotoliComodo, borse a scomparti
Lavaggio e asciugaturaPoco spazio per il ricambioSi porta di più senza problemi

La regola pratica: se il tuo viaggio è su asfalto, con tappe lunghe e alberghi o campeggi attrezzati, il portapacchi è più comodo e costa meno. Se pedali su sterrato, dormi in tenda leggera e vuoi che la bici resti maneggevole, il bikepacking è nato per quello.

Le borse, una per una

Il sistema è modulare, e non è obbligatorio comprare tutto insieme. Questi sono i volumi che dichiarano i produttori più diffusi.

Borsa da manubrio

È il pezzo più capiente e il più delicato da montare. Apidura la propone in versione da 9 e da 14 litri, Ortlieb nel suo set da bikepacking arriva a 15 litri. Ci va dentro la roba voluminosa e leggera: sacco a pelo, materassino, vestiti.

Il problema tipico è lo spazio. Su un manubrio da corsa con curva stretta la borsa tocca i cavi e sfrega, e sulle leve dei freni resta poco margine per le mani. I distanziali dedicati, che allontanano il rotolo dal manubrio di due o tre centimetri, risolvono quasi sempre. Sulle bici con manubrio largo da gravel o mountain bike il problema non si pone.

Borsa da telaio

Va nel triangolo principale e in genere sta fra 2 e 6 litri, con Ortlieb che dichiara 6 litri nel set completo. È la posizione migliore che esista, perché il peso finisce basso e centrato, quindi la bici non cambia comportamento. Qui vanno le cose pesanti: attrezzi, camere d’aria, cibo, acqua in sacca morbida.

Attenzione a due cose. La borsa piena occupa lo spazio dei portaborracce, quindi o scegli un modello a mezzo telaio o sposti l’acqua sulla forcella. E su un telaio piccolo il triangolo si riduce parecchio: la stessa borsa che su una taglia L prende 6 litri su una S ne prende 3.

Borsa sotto la sella

Volume regolabile grazie alle chiusure a rotolo: il modello Ortlieb si porta da 8 a 16,5 litri stringendo o allentando i lati. Ci vanno le cose leggere che non servono in giornata, ricambi e sacco a pelo se non è finito davanti.

È la borsa che dà più fastidio, perché oscilla. Quando è piena e caricata male, in fuori sella si muove da un lato all’altro e la bici sembra molle. Due rimedi: riempirla in modo compatto, spingendo il peso verso la sella e non verso la coda, e stringere le cinghie a bici carica e non da vuota. Se oscilla comunque esistono supporti rigidi che la ancorano al reggisella.

Le borse piccole che cambiano la giornata

  • Borsa da tubo orizzontale, da 0,5 a 1,5 litri: telefono, snack, powerbank. È quella che usi cento volte al giorno.
  • Borsa da forcella, 3 a 5 litri per lato: acqua, tenda, ciò che è pesante e non entra altrove. Servono gli attacchi sulla forcella oppure fascette dedicate.
  • Borsa accessoria sotto il manubrio, intorno ai 3,5 litri: quello che vuoi raggiungere senza aprire il rotolo grande.

Come si distribuisce il peso

Questa è la parte che quasi nessuna guida spiega e che si sente subito in curva.

  • Pesante in basso e al centro: borsa da telaio e portaborracce. Ogni chilo messo qui è un chilo che non si sente.
  • Voluminoso e leggero in alto: manubrio e sella. Un sacco a pelo da 800 grammi sul manubrio non disturba, due litri d’acqua sì.
  • Simmetrico sulla forcella: se carichi una sola borsa laterale, lo sterzo tira da quella parte in discesa.
  • Niente peso oltre la coda della sella: è la leva più lunga della bici e fa oscillare tutto.

Un modo semplice per verificare: a bici carica, sollevala da terra tenendola per la sella e prova a farla ruotare intorno all’asse verticale. Se ci vuole molta forza, il peso è troppo distante dal centro e in curva la bici sarà pigra.

Quanto costa cominciare

Il bikepacking ha fama di essere caro perché le foto mostrano attrezzature da spedizione. Per un primo fine settimana la lista è molto più corta.

CosaServe subito?Nota
Borsa da sella e da manubrioSìÈ il minimo per una notte fuori
Borsa da telaioQuasiMigliora l’assetto più di quanto costa
Borsa da tubo orizzontaleNo, ma la vorraiSpesa bassa, comodità alta
Tenda o teloDipendeIl primo viaggio si può fare in rifugio o B&B
Materassino e sacco a peloSe dormi fuoriIl volume conta più del peso
Kit riparazione completoSìCamere, toppe, maglie catena, pompa

Il consiglio meno romantico è anche il più utile: il primo viaggio fallo con l’attrezzatura che hai, dormendo al coperto, e scopri cosa ti manca davvero. La lista di chi ha già viaggiato non è la tua lista.

I tre errori che rovinano il primo viaggio

Portare troppo. Il volume disponibile è il tuo limite naturale e va rispettato: se devi legare roba sopra le borse, hai superato il punto in cui il bikepacking ha senso. Il criterio duro è chiedersi, per ogni oggetto, quante volte lo userai in tre giorni. Sotto due, resta a casa.

Sottovalutare l’acqua. È il carico più pesante e il meno comprimibile: un litro pesa un chilo e non si riduce piegandolo. Su percorsi di montagna o d’estate al sud servono due o tre litri fra una fontana e l’altra, e vanno messi bassi. Studia le fonti prima di partire invece di caricarti per sicurezza.

Provare tutto il primo giorno. Borse nuove, sella nuova, gomme nuove e cento chilometri: se qualcosa non va, non saprai cosa. Fai una uscita di prova a pieno carico vicino a casa, anche solo di trenta chilometri. È lì che scopri la borsa che sfrega, la cinghia che si allenta e il tubo del freno che tocca.

Dove andare la prima volta

La scelta giusta per il debutto è un percorso che puoi interrompere. Una ciclovia servita dal treno ti permette di tornare indietro in qualsiasi momento, e la bici sul regionale attrezzato viaggia con un supplemento di 3,50 euro valido per tutto il giorno.

Due chiavi di lettura per scegliere: il dislivello conta più della distanza quando sei carico, perché dieci chili in più si sentono solo in salita, e il fondo conta più del dislivello, perché venti chilometri di sterrato sconnesso costano più fatica di cinquanta d’asfalto. Per il primo viaggio punta su percorsi in gran parte pianeggianti e su fondo compatto: le ciclovie italiane ne offrono parecchi, e la Ciclovia del Sole è uno dei debutti più facili.

Domande frequenti

Serve una bici gravel?

No. Le borse si montano su qualunque telaio, e per un viaggio su asfalto e strade bianche va benissimo una bici da corsa con copertoni da 32 mm o una mountain bike. La gravel è comoda perché unisce spazio per le gomme larghe e posizione da viaggio, ma non è un requisito.

Quanti chilometri al giorno si fanno?

Con il carico e le soste vere, chi parte in genere sta fra 60 e 90 chilometri, molto meno se il fondo è tecnico. Il conto realistico si fa sulle ore in sella, non sui chilometri: sei ore di pedalata sono già una giornata piena quando devi anche montare il campo.

Le borse sono impermeabili?

Dipende dal modello. Molte sono resistenti alla pioggia ma non stagne, e con la chiusura a rotolo l’acqua entra dalle cuciture. La soluzione economica è mettere sacchi impermeabili leggeri dentro le borse, che oltretutto aiuta a tenere le cose separate.

Si può fare bikepacking con l’e-bike?

Sì, con due vincoli: il peso della bici riduce il margine di carico utile, e l’autonomia va calcolata sul percorso reale, non sul dato del produttore, perché con dieci chili di bagaglio in salita il consumo sale parecchio. Serve pianificare dove ricaricare.

Meglio comprare le borse o farsele prestare?

Per un primo viaggio, se puoi farti prestare almeno la borsa da manubrio e quella da sella, fallo. Le borse sono l’acquisto in cui è più facile sbagliare formato, e il formato giusto dipende dal tuo telaio e dal tuo tipo di viaggio.

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Luca Sarletti

Sono un appassionato di bici che ha praticato quasi tutti i tipi di ciclismo. Ama il vento tra i capelli, il sole sulle spalle e forse anche gli insetti tra i denti. No, sto scherzando su quest'ultimo punto. Non vado matto nemmeno per le ustioni da strada, ma riconosco che per avere il meglio bisogna fare qualche occasionale capitombolo. Sento che la mia bici è il mezzo su cui può rilassarmi, lasciare i problemi sulla strada, incontrare nuove persone, andare in posti nuovi e vivere una vita avventurosa. Sono pronto a condividere il viaggio con voi.

TrasparenzaAlcuni link in questa pagina sono affiliati: se acquisti tramite loro possiamo ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. Non cambiano il nostro giudizio.
Luca Sarletti

Sono un appassionato di bici che ha praticato quasi tutti i tipi di ciclismo. Ama il vento tra i capelli, il sole sulle spalle e forse anche gli insetti tra i denti. No, sto scherzando su quest'ultimo punto. Non vado matto nemmeno per le ustioni da strada, ma riconosco che per avere il meglio bisogna fare qualche occasionale capitombolo. Sento che la mia bici è il mezzo su cui può rilassarmi, lasciare i problemi sulla strada, incontrare nuove persone, andare in posti nuovi e vivere una vita avventurosa. Sono pronto a condividere il viaggio con voi.

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