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Una bici tandem si sceglie partendo da tre parametri misurabili: la taglia del telaio anteriore, che dipende dall’altezza di chi guida, la regolabilità del comparto posteriore rispetto al secondo ciclista, e la capacità di ruote e freni di reggere un carico che con due adulti e bagaglio supera facilmente i 180 kg. Per il cicloturismo servono telaio in acciaio o alluminio, ruote da almeno 36 raggi, freni a disco da 203 mm e attacchi per portapacchi. Per l’uso sportivo contano peso contenuto e geometria bassa. Chi ha poco spazio guarda ai pieghevoli con ruote da 20 pollici, chi pedala con una persona non vedente cerca un comparto posteriore ampiamente regolabile, chi affronta dislivelli importanti valuta un tandem elettrico.
Il resto della guida serve a tradurre questi criteri in numeri e in domande da fare al venditore, perché il tandem è una bici dove gli errori di misura non si correggono con un cambio di sella.
Come funziona un tandem, in pratica
Chi sta davanti si chiama pilota e controlla sterzo, freni e cambio. Chi sta dietro, il secondo ciclista, spinge e basta: non sterza, non vede la strada davanti a sé e subisce le buche senza poterle anticipare. Le due pedaliere sono collegate da una catena di sincronizzazione sul lato sinistro, tesa da un movimento centrale eccentrico. Questo significa che le due cadenze sono vincolate: non si può pedalare a ritmi diversi, e chi si ferma di pedalare si sente subito.
Il resto della meccanica è quasi ordinario, con una eccezione: la trasmissione sul lato destro deve trasferire la potenza di due gambe, quindi catena, corona e pacco pignoni si consumano più in fretta di quanto siate abituati.
Taglie: come si misura un tandem per due persone diverse
I tandem si vendono in combinazioni di taglia, per esempio 54/50 cm, dove il primo numero è il telaio anteriore e il secondo il posteriore. La taglia anteriore si sceglie come su una bici normale, in base al cavallo del pilota. Il posteriore è più tollerante: tra reggisella lungo e attacco manubrio del secondo ciclista, che si fissa sul reggisella del pilota, si recuperano in genere 12-15 cm di escursione in altezza.
- Differenza di statura fino a circa 20 cm: quasi tutti i telai standard vanno bene con le sole regolazioni.
- Differenza superiore, oppure secondo ciclista sotto i 155 cm: serve un telaio con posteriore corto o un modello modulare.
- Secondo ciclista bambino: servono pedivelle accorciate (140-155 mm) e un kit di rialzo dedicato, non un adattamento improvvisato.
Prima di ordinare, chiedete al rivenditore la distanza tra i due movimenti centrali e l’escursione reale del reggisella posteriore. Sono due numeri che decidono il comfort molto più della marca.
Freni: perché due dischi standard spesso non bastano
Il Codice della Strada considera il tandem un velocipede a tutti gli effetti e l’articolo 68 impone freni indipendenti su entrambe le ruote, campanello, luci e catadiottri (testo del Codice su Normattiva). Il problema però non è legale, è termico: due persone più bagaglio arrivano a 180-220 kg, e in una discesa lunga i freni scaldano molto più che su una bici singola.
Le configurazioni che funzionano davvero:
- Disco idraulico da 203 mm davanti e dietro. È lo standard attuale sui tandem da viaggio. I rotori da 160 mm, comuni sulle bici singole, sono sottodimensionati.
- Freno di trascinamento sul mozzo posteriore. È il vecchio freno a tamburo dei tandem da turismo, usato non per fermarsi ma per tenere costante la velocità in discesa e lasciare i dischi freddi. I tamburi nuovi sono ormai rari, quindi molti costruttori lo sostituiscono con dischi maggiorati e pastiglie con dissipatore.
- Pattini su cerchio. Restano accettabili solo su tandem leggeri e percorsi pianeggianti. In montagna, con il cerchio che scalda, il rischio è di fondere la camera d’aria.
Su un tandem usato, controllate lo spessore dei rotori: sotto 1,5 mm vanno sostituiti, e su una bici da 200 kg complessivi non è un dettaglio rimandabile.
Ruote rinforzate: il componente che distingue un vero tandem

Una ruota da bici singola sotto un tandem si smonta in poche centinaia di chilometri. I costruttori seri usano cerchi a doppia o tripla camera con occhielli e mozzi dedicati, di solito da 145 mm di larghezza al posteriore contro i 135-142 mm delle bici normali.
| Numero di raggi | Uso adatto | Note |
|---|---|---|
| 32 | Nessuno, su tandem | Da evitare anche sui modelli economici |
| 36 | Città, gite brevi, coppie leggere | Minimo accettabile, con cerchio robusto |
| 40 | Cicloturismo con borse | Il compromesso più diffuso oggi |
| 48 | Viaggi lunghi, carichi pesanti, uso tandem club | Cerchi e mozzi dedicati, ricambi meno comuni |
Il diametro conta quanto il numero di raggi. Le 700c (28 pollici) scorrono meglio e trovano copertoni ovunque, le 26 pollici sono più rigide e più facili da riparare nei viaggi fuori Europa, le 20 pollici appartengono ai pieghevoli e ai modelli modulari. Chiedete sempre la portata dichiarata della ruota in kg: chi non la dichiara, in genere non l’ha calcolata.
Tandem per cicloturismo o tandem sportivo: due progetti diversi
Il tandem da turismo ha geometria rilassata, passaggio per copertoni da 40-50 mm, tre o quattro serie di attacchi per portapacchi e borracce, ruote da 40 o 48 raggi. Pesa in genere 20-25 kg in acciaio e 18-22 kg in alluminio. È la configurazione che ha senso se pensate a viaggi come quelli che si possono fare con una bici touring in versione singola, ma con il vantaggio di non separare mai i due ciclisti sulle salite.
Il tandem sportivo scende sotto i 17 kg, usa manubrio da corsa, copertoni da 28-32 mm e trasmissione a rapporti lunghi. Su un tandem la resistenza aerodinamica cresce meno del doppio mentre la potenza raddoppia, quindi in pianura è veloce; in salita, dove conta il rapporto peso-potenza, il vantaggio sparisce. Se il vostro terreno abituale sono gli itinerari collinari come quelli del cicloturismo in Toscana, privilegiate rapporti corti rispetto al peso.
In entrambi i casi verificate la capacità di carico del portapacchi posteriore: su un tandem la ruota dietro è già molto sollecitata, e caricare 25 kg di borse cambia il comportamento in curva.
Tandem per ciclisti non vedenti e ipovedenti
È l’uso in cui il tandem non ha alternative reali: la persona cieca o ipovedente pedala dietro, la guida vedente sta davanti. Il paraciclismo lo riconosce come categoria B, con equipaggi misti composti da atleta e pilota (Federazione Ciclistica Italiana), e molte sezioni territoriali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizzano uscite in tandem con guide volontarie.
Cosa cambia nella scelta del mezzo:
- Il comparto posteriore deve essere regolabile in fretta, perché la guida ruota spesso mentre l’atleta resta la stessa persona.
- Meglio pedali con gabbietta o attacco rapido facile da trovare al tatto, non i sistemi che richiedono di guardare in basso.
- Il manubrio posteriore va fissato in modo che le mani trovino sempre lo stesso appoggio, senza spostarsi tra un’uscita e l’altra.
- Il pilota deve annunciare a voce ogni manovra: partenza, cambio di rapporto, frenata, buca, dosso. È la parte che si impara più lentamente.
Diversi telaisti italiani costruiscono tandem su misura per questo uso, tra cui la bottega dei Cicli Bertoletti a Reggio Emilia, storicamente legata alle bici speciali. All’estero i riferimenti più citati sono Thorn e Orbit nel Regno Unito e Circe per i telai modulari, tutti raggiungibili tramite rivenditori europei o acquisto diretto.
Tandem elettrico: quando serve davvero
Un tandem elettrico ha senso in tre situazioni: differenza marcata di allenamento tra i due, percorsi con dislivelli oltre i 700-800 m al giorno, oppure carichi da cicloturismo su strade di montagna. In pianura aggiunge 8-12 kg e una batteria da ricaricare, e il beneficio è modesto.
Valgono i limiti europei per le pedalate assistite: motore da 250 W nominali e assistenza che si interrompe a 25 km/h. Su un tandem questo limite arriva prima di quanto pensiate, perché in pianura due ciclisti superano facilmente quella soglia e da lì in poi trascinano il peso in più senza aiuto.
- Motore centrale, non al mozzo: la coppia va gestita sul movimento centrale, dove il telaio è progettato per riceverla.
- Verificate che il produttore del motore omologhi esplicitamente l’uso su tandem. Non tutti lo fanno, e la garanzia decade.
- Batteria da almeno 600-750 Wh se pensate a giornate lunghe con due persone e bagagli.
- Il peso totale in ordine di marcia arriva a 30-40 kg, da tenere presente ogni volta che la bici va caricata in auto o spinta a mano.
Pieghevoli, ingombro e trasporto
Un tandem completo è lungo 2,40-2,60 m, con interasse intorno a 1,75 m. Non entra in ascensore, raramente passa in una tromba di scale e non sta su un portabici da gancio traino standard. Prima di comprare, misurate il posto dove lo terrete.
Le soluzioni possibili sono tre: pieghevole con ruote da 20 pollici, che si riduce a due pacchi trasportabili in auto; telaio smontabile con giunti a vite, che si separa in due tronconi; oppure telaio intero e rassegnazione a un trasporto sul tetto con barre lunghe. La prima costa in rigidità, la seconda in prezzo, la terza in praticità.
Sui treni regionali italiani il tandem è quasi sempre escluso: gli spazi bici sono dimensionati per biciclette singole e il regolamento del vettore fissa limiti di ingombro. Verificate le condizioni prima di programmare un viaggio intermodale, perché la regola cambia tra regioni e tra tipi di treno.
Marchi e prezzi sul mercato italiano
Il catalogo italiano di tandem nuovi è ristretto. Cinzia propone modelli da città a ruote grandi nella fascia di ingresso. Cicli Bertoletti lavora su misura. Per il turismo strutturato i riferimenti sono i costruttori britannici Thorn e Orbit, mentre Circe è la scelta di chi vuole un telaio modulare che passa da coppia di adulti a adulto più bambino. Koga ha proposto tandem da viaggio nella sua storia e si trova soprattutto nell’usato. Decathlon ha messo a listino tandem solo in modo occasionale, quindi conviene cercarlo tra le occasioni piuttosto che aspettarne il ritorno.
| Tipo di tandem | Ruote | Peso indicativo | Fascia di prezzo |
|---|---|---|---|
| Città e gite brevi | 26″ o 28″, 36 raggi | 19-23 kg | 900-1.600 € |
| Cicloturismo con borse | 26″ o 700c, 40-48 raggi | 20-25 kg | 2.500-5.000 € |
| Sportivo da strada | 700c, 36 raggi profilati | 15-17 kg | 4.000-8.000 € |
| Pieghevole o smontabile | 20″, 36-40 raggi | 18-22 kg | 1.800-3.500 € |
| Elettrico | 26″ o 27,5″, 40 raggi | 30-40 kg | 4.500-9.000 € |
| Usato da revisionare | variabile | variabile | 400-1.200 € |
Le fasce sono indicative e servono a riconoscere le anomalie. Un tandem nuovo a 500 euro non ha ruote adeguate, e un usato a 3.000 euro deve mostrare ruote in ordine, rotori entro tolleranza e catena di sincronizzazione senza gioco.
Cinque controlli prima di pagare
- Provate una partenza in salita. È la manovra che rivela subito se la taglia e i rapporti sono sbagliati.
- Fate misurare l’escursione del reggisella posteriore con il secondo ciclista in sella, non a occhio.
- Contate i raggi e chiedete la portata dichiarata della ruota posteriore.
- Verificate diametro dei rotori, tipo di pastiglie ed eventuale freno di trascinamento.
- Controllate la catena di sincronizzazione: se ha gioco o salta, il movimento centrale eccentrico va registrato prima della consegna.
Domande frequenti sulle bici tandem
Un tandem è più difficile da guidare di una bici normale?
Sì, ma la difficoltà è concentrata nei primi chilometri e riguarda solo tre momenti: partenza, frenata e curve lente. Il pilota tiene il piede a terra e blocca la bici mentre il secondo ciclista si sistema, poi si parte con il pedale del pilota a ore due. La regola che funziona è annunciare ogni manovra a voce. Sotto i 10 km/h il tandem è meno stabile di una bici singola perché il peso è distribuito su un interasse quasi doppio, sopra i 25 km/h diventa più stabile.
Meglio ruote grandi o ruote piccole su un tandem?
Per uso su strada e cicloturismo vanno meglio le grandi, 700c o 26 pollici, perché scorrono di più, si trovano ovunque e permettono cerchi da 40 o 48 raggi. Le 20 pollici hanno senso solo sui pieghevoli e sui modelli modulari, dove l’obiettivo è ridurre l’ingombro: sono più rigide, accelerano meglio e perdono stabilità oltre i 40 km/h. In ogni caso conta più il cerchio del diametro: un 20 pollici con cerchio da tandem regge meglio di un 700c da bici singola.
Un tandem può andare in fuoristrada?
Sì, se nasce per quello: telaio con passaggio per copertoni da 2,1 pollici o più, dischi da 203 mm, ruote da 40 o 48 raggi e rapporti bassi. Il limite vero è la lunghezza: un interasse di 1,75 m non gira nei tornanti stretti e non passa sui sentieri tecnici. I percorsi adatti sono sterrate larghe, strade forestali e ciclovie in ghiaia. In discesa ripida la frenata va anticipata di parecchio, perché la massa in gioco è quasi doppia.
Si può portare un bambino come secondo ciclista?
Sì, con un kit di rialzo dedicato che sposta in alto pedivelle e sella, oppure con un telaio modulare progettato per la conversione. Le pedivelle accorciate a 140-155 mm sono indispensabili sotto i 140 cm di statura. È una soluzione che funziona bene nella fase in cui il bambino pedala già ma non regge le distanze da solo, e che si abbandona quando passa alla sua bicicletta. Gli adattamenti artigianali senza kit specifico sono da evitare, perché la geometria risultante non è pensata per quelle forze.
Serve davvero un terzo freno per le discese?
Dipende dai dislivelli. Con dischi idraulici da 203 mm e pastiglie sinterizzate, su discese fino a 500-600 m di dislivello continuo il sistema regge senza problemi. Su passi alpini con discese da 1.000 m e oltre, con due persone cariche, un freno di trascinamento sul mozzo posteriore cambia molto: serve a mantenere una velocità costante senza scaldare i dischi. Se non lo trovate, la tecnica alternativa è frenare a impulsi decisi anziché tenere le leve tirate.
In sintesi
Un tandem adatto è quello dove entrambi i ciclisti stanno comodi senza compromessi, le ruote hanno raggi sufficienti al peso che dovranno reggere e i freni sono dimensionati per le discese che farete davvero. Marca e materiale vengono dopo. Se un venditore non sa dirvi il numero di raggi, la portata della ruota posteriore e l’escursione del comparto dietro, quel tandem non è ancora stato scelto: è solo stato messo in vetrina.
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