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Per andare in bicicletta in Italia non serve nessuna assicurazione: l’obbligo di responsabilità civile non riguarda le biciclette, comprese quelle a pedalata assistita. Riguarda invece i monopattini elettrici, per i quali la copertura è obbligatoria dal 16 luglio 2026. Detto questo, chi pedala tre rischi ce li ha davvero, e sono diversi fra loro: fare danni a qualcun altro, farsi male, o restare senza bici. Spesso il primo è già coperto da una polizza che hai in casa, e non lo sai. Qui trovi cosa sei obbligato ad avere, cosa probabilmente hai già, e cosa vale la pena comprare.
Cosa dice la legge oggi
| Mezzo | RC obbligatoria? | Da quando |
|---|---|---|
| Bicicletta | No | Nessun obbligo |
| Bici a pedalata assistita fino a 25 km/h e 250 W | No | Per la legge è una bicicletta |
| Speed pedelec, oltre i limiti | Sì | È omologata come ciclomotore |
| Monopattino elettrico | Sì | 16 luglio 2026 |
L’obbligo sui monopattini nasce dalla legge 177/2024 e si è concretizzato con il decreto attuativo entrato in vigore il 18 marzo 2026; la decorrenza dell’obbligo assicurativo è stata poi fissata al 16 luglio 2026 con una circolare congiunta dei ministeri delle Imprese e delle Infrastrutture. La polizza deve anche risultare registrata sulla piattaforma ANIA: averla su carta non basta.
Sulle biciclette il governo ha più volte valutato di estendere obblighi di casco e assicurazione, ma al momento non esiste un testo di legge vincolante. Chi ti dice che dal 2026 la bici va assicurata sta confondendo i due mezzi. Sul fronte del casco vale lo stesso equivoco, e lo abbiamo sciolto qui.
I tre rischi, che sono coperture diverse
Il primo passo per non buttare soldi è capire che “assicurazione bici” non è un prodotto, sono tre.
- Responsabilità civile: paga i danni che tu causi ad altri. Il pedone che investi, l’auto che rigi, la vetrina che rompi.
- Infortuni: paga a te, in caso di invalidità permanente o morte, e a volte le spese mediche, indipendentemente da chi ha colpa.
- Furto e danni al mezzo: paga la bici, se te la rubano o se si danneggia.
Sono rischi con probabilità e conseguenze molto diverse. Il furto è frequente ma costa al massimo quanto la bici. La responsabilità civile è rara ma può costare cifre che nessuno ha in banca: un pedone con danni permanenti vale centinaia di migliaia di euro. È il motivo per cui la copertura più importante è anche quella che quasi nessuno pensa di comprare.
Quello che probabilmente hai già
La responsabilità civile della vita privata
Molte polizze casa e le cosiddette RC capofamiglia coprono i danni che i componenti del nucleo causano a terzi nella vita privata, e in parecchi contratti questo comprende i danni causati andando in bicicletta. Non è automatico e non è uguale in tutte le compagnie: va letto nelle condizioni, cercando la sezione dedicata ai veicoli non soggetti a obbligo assicurativo.
Prima di comprare una RC bici a parte, chiama la compagnia con cui hai la polizza casa e chiedi due cose: se la bici è compresa, e se lo è anche la pedalata assistita. Sono cinque minuti che spesso fanno risparmiare un abbonamento annuale.
La tessera di un’associazione
La tessera FIAB comprende una copertura RC Bici per i danni causati circolando in bicicletta in qualsiasi paese europeo, con massimale di 2.000.000 di euro e franchigia di 350 euro, senza pagamenti aggiuntivi rispetto alla quota associativa. Chi vuole di più può aggiungere una copertura infortuni tramite la convenzione con una compagnia.
Per chi usa la bici tutti i giorni è spesso la soluzione più efficiente, perché la quota copre anche altre cose e la copertura vale in tutta Europa. Vale la pena leggere il documento sulle esclusioni, che è la parte che conta: la franchigia da 350 euro significa che i danni piccoli restano a carico tuo.
La tessera di una federazione sportiva
Chi ha una licenza agonistica ha in genere una copertura legata al tesseramento, ma vale nelle attività previste dal tesseramento stesso, non necessariamente nella vita quotidiana. È l’errore classico di chi corre: pensa di essere coperto sempre e invece lo è in gara e negli allenamenti riconosciuti.
La polizza furto: dove si nascondono le sorprese
È il prodotto più venduto e quello con più clausole che decidono se sarai rimborsato oppure no. Queste sono le voci da cercare prima della firma, non dopo il furto.
| Voce | Cosa chiedere |
|---|---|
| Dove vale | Solo in casa o box, oppure anche in strada? È la differenza principale fra due polizze dal prezzo simile |
| Obbligo di antifurto | Quasi sempre serve un lucchetto legato a un punto fisso, spesso di categoria minima dichiarata |
| Prova del furto | Molte polizze chiedono la denuncia e la ricevuta d’acquisto, e alcune il resto del lucchetto tranciato |
| Scoperto e franchigia | Uno scoperto del 20% su una bici da 2.000 euro significa 400 euro a carico tuo |
| Valore rimborsato | A nuovo o al valore commerciale? Con il degrado, dopo tre anni il rimborso può essere metà |
| Cosa è escluso | Bici lasciata di notte in strada, accessori, borse, ciclocomputer: spesso fuori |
La regola pratica per capire se una polizza furto conviene: prendi il premio annuale, moltiplicalo per gli anni in cui pensi di tenere la bici, aggiungi franchigia e scoperto, e confronta con il valore residuo della bici. Su bici sotto i 700 o 800 euro il conto quasi mai torna. Su una bici da 3.000 euro parcheggiata ogni giorno in centro, sì.
Prima ancora della polizza
Due cose costano zero e valgono più di qualsiasi clausola. La prima è annotare il numero di telaio, punzonato in genere sotto la scatola del movimento centrale, e fotografarlo insieme alla bici: senza quel numero la denuncia è generica e una bici ritrovata non tornerà mai da te. Chi lascia spesso la bici in strada valuta anche un localizzatore GPS. La seconda è conservare la fattura o lo scontrino, che è il documento che tutte le compagnie chiedono e che quasi nessuno trova al momento giusto.
La copertura infortuni
È quella che protegge te, e ha senso soprattutto per chi macina molti chilometri o pedala su strade trafficate. Le voci che contano sono il massimale per invalidità permanente, la franchigia sull’invalidità (sotto una certa percentuale non paga nulla) e se sono comprese le spese mediche e il rimborso della fisioterapia.
Una precisazione utile: se sei stato investito e la colpa è dell’automobilista, il risarcimento arriva dalla sua RC auto, e l’infortuni è un di più che si somma. Serve nei casi in cui una controparte non c’è: la caduta da solo, la buca, il cane che ti taglia la strada.
Domande frequenti
La bici a pedalata assistita va assicurata?
Non per legge, finché la pedalata assistita rispetta i limiti dei 25 km/h e dei 250 watt con motore che si ferma smettendo di pedalare. Fuori da quei limiti il mezzo è un ciclomotore e allora sì, servono targa, assicurazione, casco e patente.
Se investo un pedone in bici, chi paga?
Tu, con il tuo patrimonio, a meno che tu non abbia una copertura di responsabilità civile che comprenda la bicicletta. È il motivo per cui verificare la RC della polizza casa è il primo controllo da fare.
Sono coperto anche all’estero?
Dipende dalla polizza. La copertura RC compresa nella tessera FIAB, per esempio, vale in qualsiasi paese europeo. Molte polizze commerciali limitano l’ambito o riducono i massimali fuori dall’Italia.
La polizza copre la bici quando è sul portabici dell’auto?
Quasi mai in modo automatico. È una delle esclusioni più comuni, insieme alla bici lasciata incustodita di notte, e in genere serve un’estensione specifica.
Vale la pena assicurare una bici usata?
Contro il furto raramente, perché il rimborso segue il valore commerciale e il premio no. Contro la responsabilità civile la domanda non cambia con l’età della bici: il danno che puoi causare è lo stesso su una bici da 300 euro e su una da 5.000.
I dati di questa pagina sono aggiornati?
Norme e date sono verificate ad agosto 2026 su fonti pubbliche. Il quadro sulla micromobilità si sta muovendo in fretta, quindi prima di una decisione importante conviene un controllo sui siti dei ministeri e sulle condizioni della tua compagnia.
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