Analisi tecnica della Parigi-Roubaix: 6 previsioni da tenere d’occhio
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Il Paris-Roubaix è sempre stato un momento clou della stagione per gli appassionati di tecnologia come noi. Si tratta della corsa più importante delle classiche di primavera, insieme al Tour delle Fiandre, e la durezza del percorso spinge le squadre a fare il massimo per aiutare i loro corridori ad arrivare al traguardo il più velocemente possibile e in sicurezza.
Al momento in cui scrivo, mancano meno di 48 ore alla gara femminile e altre 24 alla gara maschile. Nonostante mi trovi su un aereo in viaggio per l’Italia, lasciando che il mio collega si occupi della parte tecnologica a terra, la Parigi-Roubaix è al centro dei miei pensieri.
Nel 2025, vedremo probabilmente più squadre montare pneumatici da 35 mm, sfruttando al massimo lo spazio nei telai. È probabile che nessuno utilizzerà pneumatici più larghi di 35 mm, ma potrebbero esserci squadre che adotteranno una strategia di cambiare pneumatici durante la gara, come si è vociferato sia successo con Mathieu van der Poel nel 2024.
Una novità potrebbe essere la presenza di biciclette da ghiaia in gara, offrendo vantaggi sul pavé grazie agli pneumatici più larghi e alla maggiore stabilità.
Le squadre più piccole potrebbero concentrarsi meno sulla Parigi-Roubaix, puntando su altre gare per ottenere punti UCI. Anche l’aerodinamica sarà un elemento cruciale, con l’utilizzo diffuso di tute aerodinamiche, sovrascarpe e caschi per ottenere vantaggi sui tratti pianeggianti e ventosi.
I pneumatici autogonfianti potrebbero essere presenti, ma non garantiscono la vittoria. Anche i gruppi 1x potrebbero essere utilizzati, con atleti che si adegueranno ai gruppi che conoscono meglio, come il 2x.
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