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Alto de l’Angliru: la salita simbolo della Vuelta a España

Simone Rogini
Redazione
VerificatoAggiornato · Luglio 2026 · 9 min
Alto de l’Angliru: la salita simbolo della Vuelta a España
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L’Alto de l’Angliru sale per 12,5 km con una pendenza media del 10,1% e un dislivello di 1.266 metri, dai circa 310 metri di La Vega (concejo di Riosa, Asturie) ai 1.573 metri della vetta. Il punto più ripido è la Cueña les Cabres, un chilometro al 17,3% di media con una rampa al 23,5%, a tre chilometri dall’arrivo. La Vuelta a España vi è arrivata per la prima volta nel 1999 e vi è tornata in tutto dieci volte, l’ultima il 5 settembre 2025.

La media del 10,1% dice poco, perché la salita è spezzata in due parti che non si assomigliano: i primi cinque chilometri viaggiano al 7,6%, il sesto è quasi in falsopiano, e dal sesto alla cima la pendenza media diventa 13,1%.

I numeri verificati (e quelli gonfiati che circolano)

DatoValoreNota
Lunghezza12,5 km12,34 km sui rilievi GPS, 12,4 km per la Vuelta
Pendenza media10,1%10,26% sui rilievi GPS
Dislivello1.266 m1.265 m sui rilievi GPS
Quota di partenzacirca 310 mLa Vega, capoluogo di Riosa
Quota della vetta1.573 mle fonti asturiane indicano 1.570 m
Pendenza massima23,5%Cueña les Cabres; 23,6% per alcuni rilievi, 24% arrotondato
Categoriahors catégorieespecial nella classificazione spagnola
Primo arrivo alla Vuelta1999ottava tappa, vinta da José María Jiménez
Presenze alla Vuelta maschile10dal 1999 al 2025

Su questa salita girano cifre che nessun rilievo conferma: pendenze del 30%, lunghezze di 13 o 14 chilometri, medie oltre l’11%. Due distinzioni aiutano a filtrarle. Il 23,5% è un valore puntuale su poche centinaia di metri, non la pendenza di un chilometro intero: quel chilometro sta al 17,3% di media. E i 12,5 km valgono per la salita da La Vega, la versione usata dalla corsa; altri itinerari partono da più lontano e restituiscono numeri diversi senza che la strada cambi.

La salita tratto per tratto

I tratti più severi hanno un nome, indicato dai cartelli lungo la strada insieme alla pendenza. Si incontrano in questa sequenza dopo l’area ricreativa di Viapará, che chiude la prima parte facile.

TrattoDovePendenza
La Vega, Teleno, Viaparákm 0 a 67,6% sui primi 5 km, poi un km quasi piatto
Les Cabanes400 m dopo Viaparáfino al 22%
Llagosseconda metà14,5%
Les Piconesseconda metàfino al 20%
Cobayosseconda metàfino al 21,5%
Cueña les Cabres1 km, a 3 km dalla cima17,3% medio, punta 23,5%
El Avirudopo la Cueña21,5%
Piedrusinespenultimo km20%
Ultimi 500 mfino alla vettapianeggianti

La conseguenza pratica è una sola: chi imposta i primi sei chilometri come se fossero un 10% costante arriva a Les Cabanes con il serbatoio vuoto, e da lì non ci sono vie alternative né punti dove rifiatare. Nella seconda metà la strada raramente scende sotto l’11% prima del dodicesimo chilometro. Sulla gestione dello sforzo valgono il ragionamento in W/kg e le tecniche di allenamento specifiche per la salita.

I rapporti che servono davvero, con il conto della cadenza al 20%

Il numero che decide se un amatore resta in sella nei tratti al 20% non è la potenza, è lo sviluppo metrico: quanti metri percorre la bici a ogni pedalata completa. Si calcola dividendo i denti della corona per quelli del pignone e moltiplicando per la circonferenza della ruota, che con un 700x25c misura circa 2,105 metri. Da lì si ricava la cadenza: velocità in metri al minuto diviso lo sviluppo. È lo stesso calcolo che serve per scegliere il rapporto su una bici a scatto fisso, applicato al pignone più grande della cassetta.

Serve prima una velocità realistica. Su pendenza del 20%, con un sistema di 84 kg (75 kg di ciclista più 9 di bici e accessori), tenere 5,5 km/h richiede circa 255 W alla ruota, attorno a 262 W ai pedali: 3,5 W/kg. Per 7 km/h servono circa 335 W ai pedali, 4,4 W/kg. In verticale, 5,5 km/h al 20% valgono 1.100 metri di dislivello all’ora.

Sviluppo metrico e cadenza risultante su pendenza del 20% (ruota 700x25c, circonferenza 2,105 m)
RapportoSviluppoCadenza a 5,5 km/hCadenza a 7 km/h
34 x 282,56 m36 rpm46 rpm
34 x 302,39 m38 rpm49 rpm
34 x 322,24 m41 rpm52 rpm
34 x 342,11 m43 rpm55 rpm
34 x 361,99 m46 rpm59 rpm
32 x 361,87 m49 rpm62 rpm
30 x 361,75 m52 rpm67 rpm

La tabella spiega perché la Cueña les Cabres svuota le selle. Con la 34×30 montata su moltissime bici da strada di serie, a 5,5 km/h si pedala a 38 rpm: la coppia richiesta a ogni spinta raddoppia rispetto a una pedalata normale, il ginocchio la paga e la bici perde stabilità perché tra una spinta e l’altra passa troppo tempo. Per restare sopra i 50 rpm serve uno sviluppo inferiore a 1,85 metri, cioè 32×36 o 30×36: una guarnitura sub-compact (48/32, 46/30) o una trasmissione gravel con cassetta 11-36 o più larga.

Va controllato il pignone massimo ammesso dal cambio, perché non tutti i gruppi strada accettano il 36. Nella gamma Shimano a 12 velocità il 105 arriva alla cassetta 11-36, mentre Ultegra e Dura-Ace si fermano a 11-34; i gruppi gravel vanno oltre. Qui il gruppo più economico è quello che porta in cima.

Angliru, Zoncolan e Mortirolo con i dati di ciascuno

SalitaVersanteLunghezzaMediaMassimaDislivelloVetta
Alto de l’AngliruLa Vega (Riosa)12,5 km10,1%23,5%1.266 m1.573 m
Monte ZoncolanOvaro10 km11,9%22%circa 1.190 m1.750 m
Monte ZoncolanPriola8,9 km12,8%23%circa 1.140 m1.750 m
Monte ZoncolanSutrio13,5 km9%23%circa 1.210 m1.750 m
Passo del MortiroloMazzo di Valtellina12,4 km10,5%18%1.300 m1.852 m

Il Mortirolo da Mazzo ha misure quasi sovrapponibili all’Angliru, 12,4 km al 10,5% contro 12,5 km al 10,1%, ma niente che assomigli alla Cueña les Cabres: il massimo è il 18% e le rampe più severe arrivano dopo circa quattro chilometri, poco oltre la chiesetta di San Matteo. Chi lo sale senza mettere piede a terra ha il motore per l’Angliru, non per questo il rapporto giusto.

Lo Zoncolan da Ovaro ha la media più alta delle tre, 11,9% su dieci chilometri, con una durezza distribuita: dal secondo al settimo chilometro sta quasi sempre sopra il 15%, senza recuperi. È il profilo opposto all’Angliru, che concede sei chilometri di riscaldamento e poi presenta il conto in una volta, con tre rampe oltre il 20% negli ultimi quattro chilometri. Se il criterio è la pendenza media vince lo Zoncolan, se è la singola rampa vince l’Angliru, se sono dislivello e quota vince il Mortirolo.

Come si arriva sul posto e quando è aperta

La salita comincia a La Vega, capoluogo del concejo di Riosa, a 17 chilometri da Oviedo. Da Oviedo si prende la N-630 verso Mieres e León e poi la AS-231 fino a La Vega; da lì si sale sulla RI-2 e, al quarto chilometro, si tiene la RI-5 in direzione Porció fino alla cima. Aeroporto di riferimento Asturias (OVD), stazione utile Oviedo. I tracciati ufficiali sono pubblicati dal portale regionale Turismo Asturias.

È una strada pubblica, senza pedaggio e senza chiusura stagionale programmata come quella di molti passi alpini. Questo non significa che sia sempre percorribile: il clima cantabrico porta nebbia e pioggia in qualsiasi mese, e in inverno neve e ghiaccio possono rendere impraticabile la parte alta, dove la segnaletica finisce sotto la neve. La finestra affidabile va da fine maggio a inizio ottobre, con luglio e agosto come mesi più sicuri.

Due note logistiche. Sopra Viapará non ci sono fontane né bar: si carica tutto a La Vega, perché gli ultimi sei chilometri possono durare più di un’ora. E la discesa è impegnativa quanto la salita, perché su pendenze oltre il 20% i freni scaldano in fretta: meglio frenare a intermittenza alternando anteriore e posteriore invece di tenere le leve tirate.

Le dieci presenze alla Vuelta a España

La strada fu asfaltata per intero nel 1997. La Cueña les Cabres, fino a quel momento un tratto di ghiaia, ricevette il manto nel 1999 in vista del primo arrivo della Vuelta. Il nome significa passo delle capre, gli unici animali che frequentavano quel sentiero.

AnnoVincitore di tappaSquadra
1999José María JiménezBanesto
2000Gilberto SimoniLampre-Daikin
2002Roberto HerasUS Postal Service
2008Alberto ContadorAstana
2011Wout PoelsVacansoleil-DCM
2013Kenny ElissondeFDJ
2017Alberto ContadorTrek-Segafredo
2020Hugh CarthyEF Pro Cycling
2023Primož RogličJumbo-Visma
2025João AlmeidaUAE Team Emirates-XRG

Alberto Contador è l’unico ad avervi vinto due volte, nel 2008 e nel 2017. Il 2011 merita una nota: la tappa fu vinta sulla strada da Juan José Cobo, ma la successiva squalifica per irregolarità nel passaporto biologico ha cancellato i suoi risultati e la vittoria è passata a Wout Poels, unico successo in un grande giro dell’olandese.

L’ultimo arrivo maschile è del 5 settembre 2025, tredicesima tappa: 202,7 chilometri da Cabezón de la Sal con quasi 4.000 metri di dislivello complessivo, la seconda tappa più lunga di quell’edizione. João Almeida ha resistito a Jonas Vingegaard negli ultimi metri, terzo Jai Hindley. Nel maggio 2026 l’Angliru è entrato per la prima volta nel percorso della Vuelta Femenina, nella settima tappa: successo di Petra Stiasny, classifica generale a Paula Blasi. Per seguire le prossime edizioni in diretta, qui c’è il quadro aggiornato di canali, costi e orari per vedere il ciclismo in Italia.

Come abbiamo verificato questi numeri

Le misure vengono da fonti pubbliche confrontate tra loro, non da rilievi nostri: schede enciclopediche, il portale ufficiale del turismo asturiano, profili altimetrici GPS e le comunicazioni di percorso della Vuelta. Dove le fonti divergono, sulla lunghezza (12,34 contro 12,5 km) o sulla quota (1.570 contro 1.573 m), lo abbiamo scritto invece di scegliere il numero più impressionante. Cadenze e potenze sono calcolate, non cronometrate: derivano dalla formula dello sviluppo metrico e da un modello standard di resistenza (massa 84 kg, rotolamento 0,005).

Domande frequenti

Quanto è lunga e quanto pende l’Angliru?

La salita da La Vega misura 12,5 km al 10,1% di media, con 1.266 metri di dislivello dai circa 310 metri della partenza ai 1.573 della vetta (12,34 km al 10,26% sui rilievi GPS). I primi cinque chilometri stanno al 7,6%, dal sesto alla cima la media sale al 13,1%.

Qual è il punto più ripido dell’Angliru?

La Cueña les Cabres, a tre chilometri dalla cima: un chilometro al 17,3% di media con una punta del 23,5% (23,6% per alcuni rilievi, arrotondato al 24% da altre fonti). Le pendenze del 30% che si leggono in giro non sono confermate da alcuna misurazione. Dopo la Cueña restano due rampe severe, El Aviru al 21,5% e Piedrusines al 20%.

Che rapporti servono per salire l’Angliru?

Per restare sopra i 50 giri al minuto nei tratti al 20% a 5,5 km/h serve uno sviluppo inferiore a 1,85 metri, quindi 32×36 o 30×36. Con la 34×32 la cadenza scende a 41 rpm, con la 34×30 a 38 rpm. Va verificato il pignone massimo ammesso dal cambio: nella gamma Shimano a 12 velocità il 105 accetta la 11-36, Ultegra e Dura-Ace si fermano a 11-34.

L’Angliru è più duro dello Zoncolan o del Mortirolo?

Dipende dal criterio. Lo Zoncolan da Ovaro ha la media più alta, 11,9% su dieci chilometri, con cinque chilometri quasi sempre sopra il 15%. L’Angliru ha la rampa più ripida, 23,5%. Il Mortirolo da Mazzo ha misure simili all’Angliru, 12,4 km al 10,5%, ma un massimo del 18%.

Quando si può salire l’Angliru in bici?

La strada è pubblica e non ha una chiusura stagionale programmata, ma la parte alta può risultare impraticabile per neve, ghiaccio o nebbia. La finestra affidabile va da fine maggio a inizio ottobre. Sopra l’area di Viapará non ci sono punti di rifornimento, quindi acqua e cibo si caricano a La Vega.

Quante volte l’Angliru è stato usato alla Vuelta?

Dieci volte nella corsa maschile tra il 1999 e il 2025: 1999, 2000, 2002, 2008, 2011, 2013, 2017, 2020, 2023 e 2025. Nel maggio 2026 è stato usato per la prima volta anche dalla Vuelta Femenina. Alberto Contador è l’unico ad avervi vinto due tappe.

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Simone Rogini

Appassionato di avventura e sport all'aria aperta. La sua bicicletta, una Graziella modificata e fatta in casa. Una bicicletta versatile che, come il suo proprietario, trascende ogni tipo di attività. Viaggiatore di lungo corso (Parigi-Città del Capo, Great Divide, tour delle Dolomiti...), Simone può anche essere visto sulle strade della pianura Padana con i panni dell'avventuriero urbano. Giornalista e autore, su questo blog condivide le sue esperienze e il suo punto di vista sulle molteplici sfaccettature della cultura ciclistica.

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